Doualla riscrive la storia e sprinta verso il Grand Prix di Brescia

La sedicenne, bronzo sui 100 ai Mondiali Under 20, sarà sulle corsie del Gabric a fine agosto per il meeting di atletica che è pronto a regalare grandi emozioni
Kelly Doualla con il tricolore festeggiata dai compagni di squadra - Foto Grana/Fidal  © www.giornaledibrescia.it
Kelly Doualla con il tricolore festeggiata dai compagni di squadra - Foto Grana/Fidal © www.giornaledibrescia.it

Sedici anni e 259 giorni: è l’età alla quale Kelly Doualla ha fatto la storia dell’atletica azzurra, prima italiana a salire sul podio dei Mondiali Under 20. A Eugene, in Oregon, ha corso i 100 metri in 11"27, dietro l’americana Mia Maxwell (19 anni), oro, e la giamaicana Shanoya Douglas (19), argento.

Sensazioni

«Quando ho realizzato di aver preso il bronzo – le sue prime parole – il mio urlo è stato un segnale chiaro: questa per me è l’estate dell’energia». Quell’energia che porterà anche a Brescia. Doualla ha infatti annunciato la sua presenza il 30 agosto sui 100 metri che andranno in scena allo stadio Gabre Gabric, al Banca Valsabbina Grand Prix Brescia 2026. Sarà la sua prima gara con la medaglia mondiale al collo. Tra l’altro l’ennesima stella che andrà ad impreziosire il cielo bresciano visto che nei giorni scorsi è arrivata anche la conferma della presenza di Eloisa Coiro sugli 800 metri.

Futuro roseo

Tornando alla giovane campionessa, dopo aver conquistato l’oro europeo Under 20, pochi giorni fa, Doualla - il destino nel nome, con quel Kelly Ann che richiama il suo idolo, Shelly Ann Fraser-Price - ha ribadito che dietro Usa e Giamaica, nello sprint femminile mondiale, ora c’è l’Italia. La giovanissima allieva di Walter Monti, nata a Pavia da genitori camerunensi e tesserata per il Cus Pro Patria Milano, è stata capace in due anni di riscrivere le liste continentali e italiane giovanili: il personale a 11’’14 è record europeo under 18 e limite italiano under 18 e under 20, nonché secondo crono italiano all time dietro Zaynab Dosso.

Come nella rassegna continentale di Rieti, nel momento più importante, quello della finale, la sprinter lombarda (la più giovane delle nove atlete in gara nella volata per le medaglie) è stata pressoché perfetta: avvio decisamente migliore rispetto ai turni eliminatori e fase lanciata di gran qualità per inserirsi nella scia della statunitense Maxwell e della giamaicana Douglas, precedendo l’elvetica Xenia Buri.

Più forte di se stessa

«Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia - il commneto-, non soltanto oggi (ieri, ndr): il mio allenatore Walter Monti e il fisio Marco Tabone si sono dovuti sopportare una Kelly ansiosa che non vedevano da tanto, che non vedevo nemmeno io da tanto, da prima di Rieti. Una volta arrivati sui blocchi ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via. All’arrivo pensavo che avesse vinto quell’altra Kelly, invece no: i timori si sono dissolti quando mi sono vista terza e credo si sia visto dall’urlo dopo aver scoperta che ero medaglia».

L’azzurra ha parlato della sua estate magica, tra Europei e Mondiali, oro e bronzo. «Non c’è una sola parola che lega queste medaglie, ma un concetto: forza interiore». Doualla ha poi analizzato la gara. «Una bella partenza? Sono abituata a standard migliori, però non mi posso lamentare. L’abbraccio ai compagni dopo l’arrivo è stato un ringraziamento enorme per tutti loro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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