Bellandi nella storia: conquista l’Europeo e fa un magico triplete

La storia si riscrive sul far del pomeriggio di una domenica trionfante in terra di Georgia. Il pubblico dell’Olympic Sport Palace di Tbilisi si alza in piedi per applaudire la judoka più forte del vecchio continente, una sorridente ventisettenne bresciana che ieri ha ultimato a suon di ippon e waza-ari il mosaico dorato del judo globale.
Alice Bellandi conquista l’Europa e dopo il titolo olimpico e quello mondiale completa la tripletta di ori nelle principali manifestazioni. Non c’è avversaria che tenga, non c’è rivale che possa ostacolare l’allieva di Antonio Ciano. Un cammino di gloria senza intoppi, concluso in finale contro la britannica Reid.
L’impresa
Mai nessuna azzurra aveva detenuto contemporaneamente la triplice corona: la finanziera di via Cremona è la prima a riuscirci, inserendo la tessera mancante alla striscia avviata nel 2024 a Parigi e continuata l’anno passato a Budapest. Francia, Ungheria, Georgia. Un viaggio in cerca d’oro da Ovest a Est. Non ci sono più limiti, né confini da esplorare: Bellandi è la dominatrice assoluta dei 78 chilogrammi. Scomodare i paragoni col passato è sempre difficile, ma in questa sede ci limitiamo ad annotare come la tripletta di ori non fosse riuscita al più grande judoka bresciano, Ezio Gamba: vincitore di Giochi olimpici e Europei, ma non dei Mondiali.
Ci sarà tempo prima della fine della carriera, che auspichiamo quanto più lunga possibile, per trovare a Bellandi il posto che merita nella graduatoria italiana di sempre, ma con la triplice corona attorno al suo capo da oggi è ufficialmente inserita nella ristretta lista di coloro che potranno ambire a sventolare il tricolore nella cerimonia di apertura di Los Angeles 2028. Altro discorso certamente prematuro, ma da avanzare cavalcando l’onda dorata.
Il cammino
Era la favorita ai Giochi e non aveva fallito, era un’incognita ai Mondiali dove arrivava senza gare ma non aveva deluso, era la judoka da battere agli Europei e ha portato in dote al movimento tricolore il primo oro della rassegna, seguito a distanza di mezz’ora dall’acuto di Gennaro Pirelli nei 100 chilogrammi. Pronostici rispettati sempre quando sul tatami c’è Alice, capace ad ogni gara di disegnare una meraviglia.
Il suo percorso è stato impressionante. Da numero uno del tabellone Bellandi è inserita nella Pool A e gode di un bye al primo turno. Agli ottavi di finale la pratica relativa alla britannica Shelly Lundford è sbrigata con celerità e prepotenza. Prima un waza-ari per chiarire le gerarchie, poi un ippon per chiudere anzitempo la contesa. Nei quarti la sfida contro la russa Aleksandra Babintseva ha un’alba splendida, un prosieguo spietato e un tramonto in controllo. Decidono due yuko stampati dalla bresciana nelle battute iniziali.
Sudore e gioia
La semifinale è un combattimento arcigno contro la francese Kaila Issoufi, che nel turno precedente aveva sconfitto la forte israeliana Lanir. Difese che prevalgono sugli attacchi, ma azzurra sempre sul pezzo fino a piazzare lo yuko che le spalanca la porta per cullare il sogno d’oro. In finale eccola di fronte alla trentenne britannica Emma Reid (numero 5 del ranking mondiale), la quale rimedia due shido per passività prima di venire avvinghiata a terra e costretta a subire il waza-ari che chiude le ostilità.
Il trionfo completa anche la collezione di metalli europei, dopo l’argento e il bronzo acciuffati negli anni precedenti. L’Inno di Mameli è accompagnato da un sorriso che dice tutto sulla dimensione psico-fisica raggiunta da Alice. Ormai un certezza inscalfibile, una donna semplice fuori dalla palestra, ma un’atleta imbattibile quando veste il judogi e allaccia la cintura.
L’emozione
«È una grande soddisfazione, era il titolo che mancava e che mi è sfumato qualche anno fa a pochi secondi dalla fine. Ogni risultato per me ha un sapore diverso ed una storia diversa», racconta Bellandi dalla Georgia, al termine di una domenica fantastica. «Questa giornata è stata tosta, ero consapevole del fatto che mi mancasse questo titolo e quindi ha avuto un impatto maggiore». Il Triplete magico.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
