Ferro e alluminio abbondano sul terreno. Per questo la terra in Africa è rossa. Sul suolo si formano rocce chiamate laterite. E quasi per osmosi a fortificarsi sono anche le gambe di chi, quelle terre, le calpesta. Quasi sempre correndo.
Il laboratorio dei campioni

Kaptagat è il fiore all’occhiello dei training camp targati Rosa Associati: costruito nel 2010 qui sono cresciuti grandi campioni e tuttora gli atleti si distinguono. Esclusivamente maschile, la struttura include anche le donne per gli allenamenti e la fisioterapia.
Rispetto ai camp keniani quelli del gruppo bresciano godono di tutti i servizi necessari come l’acqua calda ricavata dalle acque del fiume che scorre accanto alla struttura e che viene raccolta in cisterne e scaldata con la legna.
«Questo è un orgoglio per il dottor Rosa e anche per noi - dice Giuseppe Picotti referente tecnico di Rosa e Associati in Kenya - . Le sue intuizioni, la lungimiranza e la continua evoluzione ci permette di restare competitivi, malgrado adesso siano nate molte squadre. Qua l’atleta vive bene e si allena bene».
Nicholas Koech, ex maratoneta, è l’allenatore che prepara una ventina di corridori: «I ragazzi sono seguiti in tutto - racconta -. Abbiamo anche un servizio di fisioterapia di ottimo livello e una palestra».
Servizi e attenzione al doping: «Il Kenya in questo periodo è sotto controllo per molti casi venuti a galla in questi anni - racconta Stefano Cugusi - . Noi cerchiamo di fare grande prevenzione, di far capire a tutti che anche un minimo errore può fermare per sempre la loro carriera».
Buongiorno Brescia
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