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Franzoni: «Non mi aspettavo tutto insieme, mai l’avrei immaginato»

La gioia del bresciano dopo l’argento di ieri: «La pressione è un privilegio, lo dedico alla mia famiglia e a Matteo Franzoso»
Giovanni Franzoni sul podio - Foto Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Franzoni sul podio - Foto Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
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A stare nella sala conferenza dello Stelvio ski centre, dalla quantità di domande ricevute pare quasi che sia Giovanni Franzoni la medaglia d’oro. Come già visto dalle prove, la curiosità è tutta intorno a lui, più che al veterano Dominik Paris e più che al nuovo campione olimpico von Allmen. Figuratevi come è aumentata ora l’attenzione intorno a un ragazzo semplice che fa cose straordinarie, tipo vincere una medaglia d’argento olimpica in discesa libera al debutto assoluto sul palcoscenico olimpico.

Franzoni, si rende conto di cosa ha fatto?

«Sono cose che non avrei mai immaginato. Devo ringraziare quelli che mi sono sempre stati vicino».

Come controlla le emozioni prima della partenza?

«Dipende dalla giornata perché tutte le gare sono diverse, era la prima volta alle Olimpiadi per me ed ho provato un’emozione strana. Durante le prove eravamo tranquilli, ma dopo lo start sono stato un po’ nervoso. Anzi, già con l’avvicinamento ho iniziato a sentire le gambe dure per l’agitazione. Sono riuscito a estrapolare tutta energia che gli italiani mi hanno trasmesso con il loro amore. A volte bisogna solo divertirsi, concentrarsi sugli sci e sentire la velocità, poi il resto si vede».

  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it

Quando ha sentito le gambe indurirsi alla partenza che ha fatto?

«Quello che si è sempre fatto per arrivare fin qui: ho ascoltato musica, mi aiuta tanto. Ho cercato di sentire energia e approfittarne per evitare la pressione, per me sentirla è un onore».

È una frase che dice sempre anche Jannik Sinner, vi siete già sentiti?

«L’ho sentito dopo la vittoria di Kitzbühel, purtroppo non è andato in finale in Australia e non gli ho ancora scritto perché non ho ancora tutta questa confidenza, non so come prende le sconfitte, lui è un grande campione e io mi sento ancora nei bassifondi. Spero di sentirlo, è un grande atleta e un grande persona, buonissimi valori, dice ciò che condivido anche io. La pressione è un privilegio, giocarsi un posto tra i migliori al mondo è così».

Veniamo alla gara, domanda da un milione di dollari: sente di aver vinto l’argento o di aver perso l’oro?

«Solitamente per me questa medaglia sarebbe un ottimo risultato, ma dopo aver gustato la vittoria all’arrivo ho iniziato a pensare a quei due decimi di troppo. Però è anche vero che pure un argento è fantastico. A Kitz ho vinto, qui sono secondo. È un 50 e 50, mi sento di aver vinto l’argento rappresentando l’Italia».

Sul podio ci sono due millenials come lei e Von Allmen e un veterano come Paris, è un passaggio di testimone?

«È bello avere una nuova generazione di sciatori che fanno le prime vittorie e conquistano medaglie. Ma la cosa più importante è competere, mi piace molto e ne sono felice».

La rivalità con von Allmen affonda nella Coppa Europa e nei Mondiali Junior, come la vive?

«Ne abbiamo parlato di quel Mondiale 2022 a Panorama, quando vinsi io. È fantastico essere di nuovo sul podio con lui, è un’ispirazione per me perché affronta ogni gara con il sorriso ed è un atleta fantastico».

Cosa dire di Paris?

«Lo ringrazio perché è stato di grande aiuto in questi anni. Alla vigilia invece ho parlato tanto con Innerhofer e mi ha dato un consiglio, di usare i punti critici non per difendermi, ma per fare la differenza. Forse ho lasciato due decimi alla Carcentina, magari fare una prova in più poteva darmi fiducia in quel punto, ma va bene così».

Franzoni con Von Allmen e Paris al traguardo - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
Franzoni con Von Allmen e Paris al traguardo - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it

Che rapporto ha con Paris?

«Ricordo l’anno scorso in Val Gardena, ho fatto un’ora insieme a lui di analisi video eppure non è servito a nulla. Quest’anno sono girate meglio tante cose, ci confrontiamo molto con gli allenatori, ma i consigli giusti me li da sempre lui perché certe sensazioni le senti solo sugli sci. Lui è nato col talento, io ho cercato di far mio quello che mi ha detto per fare il salto di qualità».

Torniamo indietro. Un anno fa era quasi sconsolato perché quelli che lei batteva da ragazzo, si trovavano più avanti. Si aspettava di riprenderli con così tanta costanza?

«Ho avuto quell’infortunio che mi ha portato via tempo, ma ho sempre spinto perché essere sul podio era ciò che volevo. Mi fa sentire partecipe del gioco, ma non mi aspettavo arrivasse tutto insieme in due mesi».

Nella sua Manerba si sono scatenati, alla fine l’ansia le è servita.

«Sì, l’ho trasformata in voglia di fare il risultato. Per stavolta è andata bene...»

Cosa pensava durante la discesa?

«Di essere veloce e in ogni curva, al canalino ho capito che stavo gareggiando, dopo il salto di San Pietro ero in confidenza e ho spinto al limite, è stato un grande risultato».

C’è una dedica per questo argento?

«Come ho già detto, la dedica è sempre alla stessa persona (Matteo Franzoso, ndr) e ovviamente alla mia famiglia che è qui e mi supporta. Non si vince da soli, stavolta è tutto un puzzle che ha preso forma».

Aver rotto il ghiaccio con una medaglia facilita i prossimi impegni?

«Mi toglie pressione sicuramente. Sognavo una medaglia in una qualsiasi gara ed è arrivata subito».

A proposito, domani si torna in pista per la combinata a squadre?

«Non so chi scegliere perché la competizione è spietata. Sono contento di fare un’altra discesa, vediamo chi sarà poi con me per lo slalom».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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