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Franzoni, una discesa d’argento: il debutto olimpico è un capolavoro

La prima medaglia assoluta di un bresciano ai Giochi proietta la nostra provincia nella storia anche delle Olimpiadi invernali. L’oro sfuma per due soli decimi
Giovanni Franzoni esulta con le braccia al cielo - Foto Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Franzoni esulta con le braccia al cielo - Foto Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
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Una discesa nella storia. La vita ci insegna che la dura ascesa ci porta a toccare vette inimmaginabili, Giovanni Franzoni ha invece sempre avuto qualcosa in più degli altri e nella storia ci si è buttato a capofitto viaggiando a 140 chilometri orari. Senza paura, senza tensione, senza pressione, anche alle Olimpiadi: sulla pista Stelvio di Bormio allunga il suo periodo sensazionale regalando un gran ballo da debuttante con riflessi d’argento che alza i decibel del parterre e rende la zona d’arrivo della libera olimpica una discoteca a cielo aperto.

Un capolavoro

  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it

Tabù medaglia infranto al primo colpo per Brescia a 98 anni dalla prima partecipazione, esordio indimenticabile per Franzoni: non sarà l’oro – andato allo svizzero Franjo Von Allmen, regnante a cinque cerchi a un anno dal trono iridato – sfuggito per due decimi a togliere i crismi dell’impresa epica al capolavoro messo in scena dal 24enne di Manerba del Garda. Anzi, il sorriso raggiante al traguardo è quello di chi sa di aver fatto qualcosa di sensazionale, ancor più perché vissuta insieme al capitano Dominik Paris, bronzo e finalmente a podio al quarto assalto olimpico, per una fantastica doppietta sul podio nell’Italia nella prima gara che assegnava le medaglie ai Giochi in casa di Milano Cortina.

Tifo infuocato

Già prima della sua discesa era il più atteso, anche più del longevo compagno di squadra. I cori per lui partivano spontanei anche al di fuori delle recinzioni, dove la gente s’assiepava per avere uno scorcio del traguardo. Immaginatevi quali picchi hanno toccato quando era avanti a metà gara su Von Allmen (8 centesimi) e quando ha chiuso al secondo posto, staccato di un’inezia. Il potere di un predestinato, di uno che dopo aver fatto ricognizione venerdì passeggiava con gli scarponi verso l’hotel assorto nei suoi pensieri, consapevole che l’indomani non avrebbe mancato l’appuntamento della vita.

Mentalità e umiltà

La sua forza mentale, anche oggi, è stata la chiave per entrare nella leggenda della velocità a cinque cerchi senza farsi schiacciare dalla pressione. Non era semplice, passando da zero a mito in meno di due mesi, con quattro podi (di cui due vittorie, compresa quella sulla Streif di Kitzbühel che vale doppio) in due discipline a caricare di tensione l’avvicinamento alla prima volta alle Olimpiadi. Ce l’ha fatta con l’umiltà di sempre, con la concentrazione di sempre, con la voglia di arrivare di sempre. Doti che o ce le hai oppure non te le inventi: madre natura gli ha dato la capacità di resistere a questi livelli, lui ci ha messo quel qualcosa in più per non steccare la gara (finora) più importante della sua vita.

La prestazione

  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni
    Olimpiadi di Milano-Cortina, il podio con Franzoni - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi © www.giornaledibrescia.it

Tecnicamente parlando, forse la porta per il trono d’oro non s’è aperta con quella linea leggermente larga alla Carcentina, ma non è il giorno in cui parlare di sconfitta. Non era il favorito numero uno, era uno degli aspiranti alla gloria e come tale si è comportato davanti agli occhi di mamma e papà e di tanti altri amici. E la doppietta azzurra con Dominik Paris rende ancora più magico tutto ciò: l’allievo al primo ballo che supera il maestro all’ultima recita, la leggenda della velocità e lo studente modello che impara in fretta, il più grande discesista azzurro di tutti i tempi e colui che aspira a superarlo.

La base di partenza è più che buona, intanto in quell’abbraccio al parterre c’è un passaggio di consegne iniziato nelle ultime settimane e da portare a termine nei mesi a venire. Ha vinto la Svizzera con Von Allmen (e Odermatt, quarto, stavolta è il grande sconfitto). Ma anche l’Italia con i suoi jet, il vecchio F15 di bronzo (Paris) e soprattutto il giovane Mach di ultima generazione (Franzoni) d’argento. Un ragazzo con la faccia pulita, i riccioli d’oro e ora quei riflessi d’argento che portano Brescia nella storia anche degli sport invernali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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