Manerba davanti al maxischermo per l’argento di Franzoni: «Che orgoglio»

Francesca Roman
All’interno del palazzetto sportivo oltre trecento concittadini hanno tifato per lui dagli spalti: «Lo accoglieremo con una grande festa», ha detto il vicesindaco
  • A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo
    A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo - © www.giornaledibrescia.it
  • A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo
    A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo - © www.giornaledibrescia.it
  • A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo
    A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo - © www.giornaledibrescia.it
  • A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo
    A Manerba i concittadini tifano Franzoni davanti al maxischermo - © www.giornaledibrescia.it
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Un cuore solo, dalle rive del Garda alla neve della Stelvio. Un cuore che batte a 140 km orari fino all’ultima curva, fino al traguardo, fino all’argento a cinque cerchi. Stamattina Giovanni Franzoni ha regalato a Brescia la sua prima medaglia olimpica invernale, e a Manerba un posto nella storia dello sport.

Il tifo in diretta

Gli occhi dei manerbesi sono incollati al maxischermo che l’Amministrazione comunale ha installato all’interno del palazzetto sportivo. Quello attorno al quale, per sua stessa ammissione, Franzoni si allena di corsa o in bicicletta. Quello che ieri era gremito di speranza e buoni auspici, con oltre trecento spettatori sugli spalti. Franzoni si affaccia undicesimo al cancelletto di partenza di Bormio, e sul Benaco si accende il tifo. «Vai Giovanni!». Lui parte in picchiata, e i manerbesi seguono la sua impresa con il fiato sospeso: scorrono i secondi, aumenta la velocità, e la grafica televisiva mostra puntuale l’andamento della gara rispetto al primo in classifica provvisoria, lo svizzero Franjo von Allmen.

I primi due quadratini sono rossi, ma il terzo si colora di verde, e il palazzetto esplode. Giovanni sta andando velocissimo, sta succedendo davvero, vuole prendersi una medaglia. Chiude la gara in 1 minuto 51”81, piazzandosi al secondo posto, con soli 20 centesimi di scarto dal primo. Scende il secondo azzurro, Dominik Paris, e si ferma alle sue spalle. E un’altra ovazione parte dagli spalti.

  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it
  • Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio
    Olimpiadi, la discesa libera di Giovanni Franzoni a Bormio - Foto Ansa/Epa/Anna Szilagyi/Guillamme Horcajuelo © www.giornaledibrescia.it

La medaglia

Non è finita finché non è finita. Ma Manerba già lo sa che il suo campione tornerà a casa con una medaglia. «Ha fatto una grande discesa – commenta a caldo Massimo Gentilini, presidente del Giovanni Franzoni Fan Club –, penso che meglio non potesse fare. È stato un grande, umile come sempre, e concentrato fino in fondo. Ha dato il massimo».

Sul maxischermo sfilano via via tutti gli altri atleti, ma i più forti sono scesi. Tra il pubblico s’inizia a dirlo ad alta voce, le dita incrociate pian piano si sciolgono, lasciando spazio alla festa per un argento olimpico che profuma di oro. «Giovanni ci hai commosso! – commenta Lara Magoni, ex sciatrice alpina e vicecampionessa olimpica nel 1997 al Sestriere – . Ho voluto essere qui per fare il tifo con i suoi concittadini ed è stata un’emozione pazzesca. Giovanni è nella storia, perché in un mese ha vinto le gare più iconiche che ci siano, e ora questo argento olimpico a soli 24 anni». «Abbiamo voluto essere vicino a Giovanni in questo momento importante per la sua carriera – racconta il vicesindaco di Manerba Luca Beltrami, mentre il sindaco Flaviano Mattiotti è andato a Bormio per vedere la gara dal vivo –. Ha fatto un’impresa incredibile, e speriamo che sia d’ispirazione per tanti giovani. Sicuramente al suo ritorno lo accoglieremo con una grande festa: la merita per l’impegno, la dedizione e l’umanità che lo contraddistinguono. L’avremmo festeggiato anche senza medaglia, ma così siamo ancora più orgogliosi del nostro campione».

E non è detto che la medaglia al collo del gardesano sarà una sola. Franzoni tornerà in pista mercoledì 11 febbraio nel SuperG, e Manerba si concede si sognare il bis.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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