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Franzoni in ritardo a Kvitfjell, niente podio di specialità in discesa

Nella libera delle finali di Lillehammer il gardesano è undicesimo, Paris vince e si prende il terzo posto di disciplina
Giovanni Franzoni alle finali di Lillehammer -  Epa/Cornelius Poppe © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Franzoni alle finali di Lillehammer - Epa/Cornelius Poppe © www.giornaledibrescia.it
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La pista di Kvitfjell non sorride a Giovanni Franzoni. Il vicecampione olimpico della discesa resta fuori dai dieci nella libera delle finali di Lillehammer e manca l’obiettivo del podio di specialità a fine stagione: a fare all-in è il capitano azzurro Dominik Paris, che si prende una grande vittoria in Norvegia.

Per metà gara il classe 2001 di Manerba del Garda rimane a contatto con i tempi da podio, ma negli ultimi tre settori perde progressivamente fino a chiudere undicesimo, a 1’’31 dall’altoatesino, che centra il quinto successo sulla pista di Kvitfjell, il ventesimo in carriera nella disciplina più veloce. Dietro di lui lo svizzero Franjo Von Allmen (+0’’19) e l’austriaco Vincent Kriechmayr (+0’’60). Nei 10 entrano anche gli azzurri Benjamin Jacques Alliod (ottavo, +1’’12) e Florian Schieder (decimo,+1’’27).

Con questo successo Dominik Paris chiude terzo nella classifica stagionale di discesa libera con 441, dietro agli elvetici Marco Odermatt (oggi settimo, 706) e Franjo Von Allmen (515). Franzoni finisce quinto a 378, scavalcato anche da Kriechmayr (382). Domani a Kvitfjell proverà quindi l'assalto al podio del superG, distante tre punti prima dell’ultima gara.

«Ero ancora in gioco – racconta Franzoni con un briciolo di amarezza ai microfoni della Rai – non mi sono neanche sentito male. Purtroppo nell’ultima parte ho sbagliato prima del lancio e non sono riuscito a fare velocità. Ho cercato di fare il massimo, complimenti a Domme (Paris, ndr) per la vittoria e il podio di fine stagione. Ne devo ancora mangiare di pasta rispetto a lui. Non posso lamentarmi per questa stagione in discesa, però quando sei così vicino ad un obiettivo come il podio ci credi. Forse è meglio così, mi dà ancora più carica per l’anno prossimo. So su cosa devo lavorare, questi grandi campioni davanti a me sono una fonte di ispirazione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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