Dall’Euro Italia ai Giochi di Marcell: un 2021 davvero memorabile

Se Raf si chiedeva «Cosa resterà degli anni ’80?», gli appassionati di sport possono farsi la stessa domanda riferita al 2021 con l’animo molto più leggero ed il cuore ancora pieno di gioia. Perché il 2021 non è stato l’anno dell’Italia. È stato l’Anno, con la A maiuscola. A meno di - auspicabili, ma comunque difficili combinazioni - raramente si troverà nel futuro un anno così denso di successi, individuali e di squadra, sotto l’egida del tricolore.
Casualità
In primis perché quando mai ricapiterà un’Olimpiade in un anno dispari? Vista la causa (la pandemia da Covid) speriamo mai, ma il posticipo da 2020 a 2021 dei Giochi di Tokyo hanno fatto sì che l’Italia arrivasse in Giappone con più frecce al proprio arco, finendo per scrivere la storia: record assoluto di 40 medaglie in un’edizione con 10 ori, di cui cinque incredibilmente dall’atletica, che ha chiuso lo speciale medagliere addirittura davanti agli Usa.
Inutile dire che il volto dei Giochi è stato il desenzanese Marcell Jacobs: primo uomo a raggiungere la finale e ovviamente a vincere l’oro nella gara regina, i 100 metri; trascinatore della 4x100 prima davanti alla Gran Bretagna; portabandiera alla cerimonia di chiusura dopo essere stato fonte d’ispirazione per gli altri ori, anche se la serie in pista pochi minuti prima di lui l’ha aperta il saltatore Gianmarco Tamberi con un altro oro iconico, quello ex-aequo con il rivale Barshim. Pure alle Paralimpiadi è stata grand’Italia, con 69 medaglie, 14 ori di cui 11 nel nuoto e una straordinaria tripletta nei 100 metri.Paese nel pallone

In realtà i Giochi hanno reso ancor più indimenticabile un’estate resa già magica dall’Italia di Mancini, capace di vincere gli Europei di calcio a 53 anni dall’unica volta. Un piccolo capolavoro figlio dell’unione di squadra, di un gruppo esaltatosi nelle «Notti magiche» itineranti con il trionfo finale a Wembley, ai calci di rigore, proprio davanti agli inglesi. Calcisticamente parlando è stato l’anno dell’Inter di Conte, di nuovo tricolore a 11 anni del triplete. Ma se quella è gioia di pochi, tutte le altre sono state condivise con addosso il tricolore. Con risvolti iridati quelli del quartetto dell’inseguimento su pista - già oro olimpico - delle Farfalle della ginnastica ritmica, di Nicola Bartolini al corpo libero 24 anni dopo l’ultimo uomo (Yuri Chechi agli anelli) e della ciclista Elisa Balsamo.
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
Continentali
Mentre un inno alla gioia agli Europei, oltre che nel calcio, è risuonato per le due squadre nazionali di pallavolo (con la bresciana Anna Danesi) e addirittura per quella di football americano. E anche a Trento per il ciclista Sonny Colbrelli, capace poi di vincere a ottobre una leggendaria Parigi-Roubaix. Pur senza squilli ai Mondiali di Cortina (ci sono l’oro di Marta Bassino nel parallelo e l’argento di Luca De Aliprandini in gigante), anche lo sci ha fatto la sua parte con Federica Brignone prima e Sofia Goggia poi capaci di battere il record di successi di Deborah Compagnoni. E infine Matteo Berrettini è stato il primo italiano di sempre in finale a Wimbledon: anche nelle sconfitte, è stato l’anno della grande Italia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
