Un cane che scodinzola è sempre felice? Un gatto che si nasconde vuole essere lasciato in pace? E se incontriamo un uccellino ferito, a chi dobbiamo rivolgerci? Sono domande semplici, ma importanti, perché voler bene agli animali non significa necessariamente sapere come prendersene cura. Imparare a farlo fin da piccoli può fare la differenza, non soltanto per gli animali che vivono nelle nostre case, ma anche per quelli che incontriamo ogni giorno. È da qui che parte il nuovo progetto di Enpa Brescia, che martedì 27 ha incontrato i bambini della scuola primaria Marcolini, al Villaggio Sereno, inaugurando il percorso educativo per l’anno scolastico 2026/2027.
L’associazione sarà presente una volta al mese, con attività pensate per avvicinare i più piccoli al mondo animale attraverso il gioco, il confronto e l’esperienza diretta. «Volevamo che i bambini fossero protagonisti, non semplici spettatori, abbiamo iniziato parlando degli animali che conoscono e che vivono nelle loro case, per poi allargare il discorso a quelli che possono incontrare per strada o in natura», raccontano i volontari.
L’obiettivo è andare oltre le informazioni e costruire una vera cultura del rispetto. Accogliere un cane o un gatto, infatti, significa assumersi una responsabilità che dura nel tempo, un animale non è un giocattolo né un regalo di cui ci si può stancare: ha bisogno di cure, attenzioni, tempo e rispetto. Significa anche imparare a riconoscere i suoi segnali, capire quando ha paura, quando è a disagio o quando desidera semplicemente essere lasciato tranquillo. «A volte pensiamo che basti accarezzare un animale per dimostrargli affetto, in realtà dobbiamo imparare a capire i suoi segnali e rispettare i suoi spazi. Anche questo significa volergli bene».
Piccoli soccorritori crescono
Durante il rimo incontro, dopo aver raccolto le esperienze e le curiosità dei bambini, i volontari li hanno divisi in squadre e coinvolti in situazioni pratiche. Di fronte a diversi scenari, i piccoli hanno dovuto ragionare su come comportarsi e individuare la persona o il servizio a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Un modo concreto per capire che la buona volontà, da sola, non sempre basta: davanti a un animale in difficoltà, intervenire senza sapere come farlo può essere rischioso. «Aiutare non significa necessariamente toccare o prendere con sé un animale, a volte la cosa più utile è osservarlo senza avvicinarsi, avvisare un adulto e contattare chi può intervenire».
Il messaggio è proprio questo: non tutti gli animali sono uguali e non tutti hanno le stesse esigenze. Un cane, un gatto, un piccolo mammifero o un animale selvatico richiedono attenzioni differenti. Imparare a riconoscere le situazioni e a chiedere aiuto nel modo corretto è già una forma di tutela, la mattinata si è conclusa con cruciverba e attività didattiche, tra domande, curiosità e partecipazione.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi affrontando tanti aspetti della convivenza con gli animali: dal linguaggio corporeo di cani e gatti all’alimentazione corretta, dai cibi pericolosi – come il cioccolato per i cani – alle attenzioni necessarie durante l’inverno. Si parlerà anche di piccoli mammiferi, animali esotici e fauna selvatica presente a Brescia e provincia. Non mancheranno quiz, giochi e laboratori creativi per costruire giochi e casette per insetti e uccelli.
Quando il tempo lo permetterà, i bambini potranno cimentarsi anche in cacce agli indizi nel cortile della scuola. Ci sarà spazio, inoltre, per conoscere il lavoro quotidiano dei volontari Enpa, il valore dell’adozione consapevole e le differenze tra adottare un animale e acquistarlo. «Vorremmo che i bambini capissero che ogni animale ha bisogni diversi e che accoglierlo significa impegnarsi per tutta la sua vita. Educare al rispetto significa costruire una comunità più consapevole, un bambino che impara a non disturbare un animale spaventato, a non offrirgli alimenti pericolosi o ad avvisare un adulto quando lo vede in difficoltà porta con sé una lezione che può accompagnarlo anche da grande.
E può diventare, a sua volta, un esempio per la famiglia e per gli amici. Se anche un solo bambino imparerà a comportarsi meglio davanti a un animale, avremo raggiunto un risultato importante». Perché non occorre diventare veterinari o volontari per fare la differenza, a volte basta fermarsi, osservare, rispettare una distanza e chiedere aiuto. Sono gesti piccoli, ma raccontano un modo diverso di stare al mondo: più attento, responsabile e capace di riconoscere i bisogni degli altri esseri viventi. E forse è proprio questa la lezione più importante da portare a casa: voler bene agli animali significa anche imparare a proteggerli, rispettando la loro natura e ricordando che non possono parlare con le nostre parole.



