«Noi ci occupiamo degli invisibili, ma oggi siamo noi a sentirci invisibili agli occhi delle istituzioni». È un appello accorato quello lanciato da Paola Viviani, presidente di Enpa Brescia, che torna a chiedere al Comune l’apertura di un tavolo di lavoro dedicato alla gestione della popolazione felina sul territorio cittadino. Una richiesta che, sottolinea l’associazione, va avanti da circa un anno senza aver mai ottenuto una risposta ufficiale.
«Dopo l’articolo sul Giornale di Brescia abbiamo ricevuto tantissime telefonate di cittadini che chiedevano chiarimenti, è il segnale che qualcosa si sta muovendo e che il tema interessa molte persone. Noi, però, non vogliamo fare la guerra né entrare in conflitto con il Comune o con altre amministrazioni, chiediamo semplicemente di sederci attorno a un tavolo e affrontare insieme una questione che riguarda tutta la città».
Un appello che si aggiunge a quello lanciato due settimane fa da Atar, con cui Enpa dichiara di allinearsi pienamente. Anche in quel caso veniva chiesto all’Amministrazione comunale di aprire un confronto sul tema della tutela dei gatti randagi e della realizzazione di un’oasi felina. Ad oggi, però, dal Comune di Brescia non è arrivata alcuna presa di posizione né una risposta ufficiale.
Le comunicazioni
Viviani racconta che Enpa ha inviato numerose comunicazioni, sia tramite Pec sia attraverso la posta elettronica ordinaria, agli uffici competenti per il benessere animale. «Da circa un anno chiediamo periodicamente un incontro, non pretendiamo che domani mattina venga aperta un’oasi felina: chiediamo semplicemente l’istituzione di un tavolo di lavoro dove possano sedersi Comune, Ats veterinaria, associazioni e volontari per analizzare la situazione dei gatti sul territorio e trovare insieme delle soluzioni».
Secondo la presidente di Enpa, oggi la gestione delle colonie feline, dei gatti randagi e delle situazioni più delicate, come gli accumuli di animali nelle abitazioni private, grava quasi esclusivamente sul volontariato. «Sono le associazioni, i volontari e spesso anche semplici cittadini a sostenere le spese, costruire casette, curare gli animali, aprire e seguire le colonie feline. Ats veterinaria offre un supporto importante, ma non può essere lasciata sola, se esistono uffici e soggetti istituzionali responsabili del benessere animale, è giusto che tutti facciano la propria parte».
L’idea di un’oasi felina cittadina non nasce oggi, Enpa aveva già iniziato a discuterne anni fa, anche alla luce di situazioni complesse affrontate sul territorio e, più recentemente, dopo la vicenda dell’oasi di Iveco. Un’esperienza che, spiega Viviani, ha permesso all’associazione di acquisire competenze sulla normativa, sui percorsi autorizzativi e sulla progettazione. «Non vogliamo gestire noi un’oasi felina, chiediamo soltanto che si apra questa strada, poi sarà il Comune, attraverso gli strumenti previsti, a individuare le modalità di gestione. Noi mettiamo a disposizione l’esperienza maturata in questi anni».
I volontari
Per Enpa il problema riguarda anche il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente da decine di volontari. «Brescia è una città ricca di persone che si prendono cura dei gatti e di associazioni molto attive. Ma non è pensabile che tutto il peso ricada sempre sul privato, sapere che il Comune sostiene questo lavoro rappresenterebbe un segnale importante anche per chi ogni giorno dedica tempo, energie e risorse agli animali». Ciò che pesa maggiormente, però, è il silenzio. «Noi continueremo a scrivere e a chiedere un confronto, se il Comune ci dicesse che in questo momento non è possibile aprire un tavolo, lo accetteremmo. Ma almeno sarebbe una risposta, invece non abbiamo ricevuto nemmeno una conferma di lettura delle nostre comunicazioni». Da qui la riflessione che chiude l’appello. «Essere invisibili è brutto, noi ci occupiamo degli invisibili, degli animali che non hanno voce, e oggi ci sentiamo invisibili agli occhi delle istituzioni. Speriamo davvero che qualcosa cambi e che si possa finalmente aprire un tavolo di lavoro per costruire progetti concreti a tutela dei gatti e della città».



