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Adottare un gatto con un altro animale in casa? Risponde l’esperta

Paola Viviani, presidente di Enpa Brescia: «Prima di un’adozione è necessario fare una serie di valutazioni: ecco quali»
Daniela Affinita
Un cane e un gatto
Un cane e un gatto

«Vorrei adottare un gatto, ma ne ho già uno e se poi non si accettano?». È una delle domande che più spesso si fanno le persone quando pensano di allargare la famiglia. La stessa paura riguarda chi in casa ha un cane e vorrebbe dare una casa a un gatto: «Saranno capaci di convivere? E se il mio animale fosse geloso? E se il nuovo arrivato avesse paura?». Il dubbio è comprensibile e, proprio per questo, non dovrebbe diventare un motivo per rinunciare a un’adozione.

Ma non basta aprire la porta di casa e pensare che, una volta dentro, gli animali si abitueranno da soli. Anche tra loro, come tra le persone, serve tempo, attenzione e un inserimento fatto nel modo giusto. Come si fa allora a far incontrare due animali che non si conoscono? Quali sono gli errori da evitare e quanto tempo bisogna avere? Lo abbiamo chiesto a Paola Viviani, presidente di Enpa Brescia, che ogni giorno si confronta con adozioni e inserimenti.

Paola Viviani, partiamo dalla paura più comune: «Ho già un gatto, posso adottarne un altro?»

Sì, ma bisogna partire dal carattere del gatto che già vive in casa. Non tutti i gatti hanno lo stesso modo di relazionarsi e alcuni sono più territoriali o preferiscono essere figli unici. Per questo prima di un’adozione è importante valutare bene la situazione e non pensare che un secondo gatto sia automaticamente la soluzione alla solitudine del primo.

Quindi adottare un compagno per il nostro gatto non significa necessariamente fare un favore al gatto che abbiamo già?

Esatto, può essere una bellissima scelta, ma va valutata. I gatti possono avere simpatie e antipatie e non possiamo decidere noi quale sarà il loro rapporto, la cosa importante è creare le condizioni perché possano conoscersi senza stress.

Qual è il primo passo quando arriva un nuovo gatto?

Non metterli subito insieme, il nuovo arrivato dovrebbe avere inizialmente una stanza tutta sua, con lettiera, acqua, cibo, cuccia e qualche rifugio. Deve poter prendere confidenza con la casa e sentirsi al sicuro, anche lo scambio degli odori può essere utile: una copertina, un cuscino, qualcosa che appartenga all’altro gatto.

Due gatti possono convivere, ma occorre assicurarsi che si creino le condizioni giuste
Due gatti possono convivere, ma occorre assicurarsi che si creino le condizioni giuste

E il primo incontro?

Deve essere graduale e sempre controllato, non dobbiamo avere fretta. Se si soffiano, ringhiano o si guardano male non significa necessariamente che l’inserimento sia fallito. Sono modi di comunicare, dobbiamo osservarli e lasciare che siano loro, con i loro tempi, a costruire un nuovo equilibrio.

Quanto tempo ci vuole?

Non c’è una regola, ci sono gatti che si accettano rapidamente e altri che hanno bisogno di molto più tempo. È importante non avere aspettative troppo rigide, l’obiettivo non è per forza arrivare a vederli dormire abbracciati: anche una convivenza tranquilla, nella quale ognuno rispetta gli spazi dell’altro, è un ottimo risultato.

E se il nuovo arrivato è un gatto ma in casa c’è già un cane?

Anche qui la parola d’ordine è gradualità, cane e gatto parlano linguaggi diversi e possono fraintendersi. Prima dell’incontro possiamo già far conoscere loro gli odori, per esempio attraverso una copertina utilizzata dal gatto. Poi il primo contatto deve essere breve e sotto stretta sorveglianza, con il cane possibilmente al guinzaglio.

Cosa dobbiamo osservare nel cane?

Soprattutto l’eccitazione, un cane può essere molto curioso e voler giocare, ma per un gatto un approccio troppo irruento può essere spaventoso. Bisogna premiare i comportamenti tranquilli e aumentare gradualmente il tempo che trascorrono insieme.

E se invece è il gatto ad avere paura?

Gli dobbiamo dare la possibilità di nascondersi e di avere un posto sicuro, non dobbiamo tirarlo fuori dal suo rifugio né costringerlo al contatto. La pazienza è fondamentale, un gatto che in gattile appare molto timido può cambiare completamente una volta arrivato in una casa tranquilla.

Un cane e un gatto dormono vicini
Un cane e un gatto dormono vicini

C’è qualcosa che può aiutare durante l’inserimento?

Possiamo utilizzare anche i feromoni, disponibili in diversi formati, che possono aiutare a rendere l’ambiente più tranquillo. Ma non esiste un prodotto che sostituisca il tempo e la gradualità, la cosa più importante è rispettare gli animali e non forzare le situazioni.

E la casa come deve essere organizzata quando gli animali diventano due?

Bisogna evitare il più possibile la competizione, ogni animale deve poter avere i propri spazi, le proprie ciotole e zone in cui riposare. Per i gatti è importante avere più lettiere e, possibilmente, distribuirle in punti diversi della casa. C’è poi un aspetto che viene forse dato per scontato: la salute. Prima di mettere a contatto animali che non si conoscono è importante accertarsi che siano stati effettuati i controlli veterinari necessari e che siano protetti dalle principali malattie infettive e dai parassiti. È una precauzione importante per tutelare sia il nuovo arrivato sia l’animale che vive già in famiglia.

C’è invece un errore che fanno spesso gli umani?

Volere che tutto succeda subito, noi vorremmo che diventassero amici in pochi giorni, ma gli animali hanno tempi diversi dai nostri. Dobbiamo essere spettatori e accompagnare il percorso senza intervenire continuamente.

E per chi sta pensando di adottare ma si ferma davanti alla paura di non riuscire a gestire due animali?

Direi di non rinunciare a priori, l’importante però è essere consapevoli e chiedere consiglio prima dell’adozione, raccontando la propria situazione. In Enpa valutiamo anche i casi in cui può essere utile un preaffido, proprio per accompagnare la famiglia nel percorso e verificare che l’inserimento proceda nel modo migliore.

E forse c’è anche un altro motivo per non fermarsi davanti alla paura: scegliere un gatto adulto.

Sì, un gatto adulto non deve essere considerato di serie B rispetto a un cucciolo, ha già il suo carattere, spesso è più tranquillo e può essere una scelta adatta anche a famiglie che trascorrono alcune ore fuori casa. In gattile ci sono adulti che aspettano molto più a lungo di un cucciolo. Alcuni sono timidi, altri diffidenti, altri semplicemente non attirano l’attenzione al primo sguardo, ma tutti meritano una possibilità.

Quindi, prima di dire «non posso adottare perché ho già un animale», forse dovremmo porci un’altra domanda: «Sono disposto a fare le cose con i tempi giusti?»

Esatto, perché non esiste la garanzia che due animali diventino inseparabili, ma possiamo fare molto perché imparino a conoscersi e a rispettarsi. E quando l’inserimento viene seguito con attenzione, spesso le paure iniziali lasciano spazio a una convivenza che non avevamo nemmeno immaginato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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