Il pm lo ha ripetuto più volte. «Quella morte poteva essere evitata». E così ha chiesto tre condanne e due assoluzioni per il decesso di Nadia Pulvirenti, la 25enne terapista per la riabilitazione psichiatrica uccisa il 24 gennaio 2017 all'interno della Cascina Clarabella di Iseo da un paziente, Abderrhaim El Mouckhtari, che non è stato processato per incapacità di intendere e volere.
In aula
Sul banco degli imputati ci sono cinque medici accusati di omicidio colposo. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna più alta, quattro anni, per Claudio Vavassori, presidente del Consiglio di amministrazione della cooperativa Diogene e datore di lavoro di Nadia Pulvirenti. Due anni invece per Laura Fogliata, medico e componente della stessa coop e un anno per Annalisa Guerrini, psichiatra al Cps di Rovato e responsabile della predisposizione del piano terapeutico individuale di Abderrhaim El Moukhtari. Chiesta invece l’assoluzione per Andrea Materzanini, direttore del Dipartimento di salute mentale di Iseo e per Giorgio Callea, responsabile del Centro Psico Sociale di Iseo «che non avevano rapporti con il paziente».




