Lanfranchi apre uno stabilimento a Erbusco e investe nel fotovoltaico

Se a Palazzolo sull'Oglio il nome Lanfranchi è una vera e propria istituzione, anche da un punto di vista culturale, nel resto del mondo le cerniere e i cursori che l’azienda produce, legati alla moda made in Italy, sono sinonimo di qualità.
Non tutti sanno, però, che Lampo, società fondata nel lontano 1887 da Giovanni Lanfranchi, da anni porta avanti con convinzione una politica green. E il recente investimento da circa 1,5 milioni di euro sui pannelli fotovoltaici, installati allo stabilimento di Palazzolo e a quello di Urago d’Oglio, ne sono la prova. Anche se, come sottolineato dall’amministratore Gaetano Lanfranchi, «per noi l’attenzione all’ambiente è innata. Solo che oggi parliamo di sostenibilità, per le tre generazioni precedenti era semplicemente buon senso. C’è sempre stato l’imperativo che non si butta via nulla».
Indipendenza energetica
Sulla copertura della fabbrica di tessitura di Cortenuova i pannelli fotovoltaici sono stati installati già diversi anni fa, garantendo un risparmio di emissione di CO2 di oltre 38 tonnellate all’anno (secondo una stima generica pari a 3.521 metri quadrati di foresta salvaguardata). Ora sono in corso i lavori nella sede principale di Palazzolo, situata in via Zanardelli a pochi metri dal castello medievale, che è stata dotata di un impianto in grado di produrre circa 1 milione kWh di energia, coprendo in questo modo il 30% dei consumi e garantendo un risparmio di anidride carbonica pari a 226,5 tonnellate all’anno.
Leggermente più piccolo, invece, quello che verrà installato a Urago, sede adibita alla tintoria e alla galvanica: in questo si stima un risparmio di CO2 di circa 147 tonnellate. Lanfranchi si è mossa in tempo, perché con la crisi energetica di oggi sarebbe «stato impossibile reperire i pannelli - spiega l’ad. - E ora, nei mesi di sole, a Palazzolo potremmo essere già indipendenti. Tuttavia, il nostro desiderio è creare una comunità energetica con la scuola media Fermi, situata accanto all’azienda. Ma ci sono ancora degli intoppi burocratici».
Un traguardo che sarebbe straordinario e porterebbe a un ulteriore risparmio di CO2 di 300 tonnellate. Ma questi sono soltanto gli ultimi interventi effettuati sotto il profilo della sostenibilità ambientale. Senza contare il fatto che da decenni l’azienda segue la filosofia del «Riuso», orientata alla riduzione degli scarti e alla loro valorizzazione.
L’azienda si allarga
«I nostri piani di sostenibilità sono legati alla continua crescita dell’azienda, cercando di espandere la linea dei nostri prodotti per raggiungere più clienti - aggiunge Lanfranchi -. In questo senso si deve leggere l’apertura nel secondo semestre del 2023 dello stabilimento di circa 2mila metri quadrati a Zocco di Erbusco, dove sposteremo il processo di pressofusione della zama, ora svolto a Palazzolo. Per iniziare saranno impiegati circa venti dipendenti, ma l’idea è quella di crescere in breve tempo». La produzione di Lampo, suddivisa in sei fonti dislocate in quattro stabilimenti (Palazzolo, Urago, Cortenuova e Padova), è totalmente integrata: dalla tessitura all’assemblaggio.
Un processo possibile grazie al lavoro di oltre 350 dipendenti, «molto legati all’azienda», conclude l’ad. E forse è anche questo il segreto della Lanfranchi, nome da oltre un secolo legato a Palazzolo e che in passato ha contribuito a ribatezzare la cittadina la «piccola Manchester».
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