Sebino e Franciacorta

Dramma in Trentino: 66enne di Cologne scivola sul Bondone e muore davanti agli amici

L'ingegner Gianluigi Brenna era uno scialpinista esperto: l'incidente ieri nel primo pomeriggio
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66ENNE CADE E MUORE IN MONTAGNA

È scomparso alla vista dei quattro amici che erano con lui ed è precipitato per 200 metri, in fondo ad un crepaccio. Immediata chiamata al 112. Sul posto, a circa duemila metri di quota del monte Bondone, in provincia di Trento, nel volgere di pochi minuti è arrivato l’elicottero. Per Gianluigi Brenna, 66enne ingegnere di casa a Cologne, non c’è stato nulla da fare.

La dinamica

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Brenna e i quattro compagni di «pellata» stavano risalendo il versante ovest del Bondone, verso Cavedine e la Valle dei Laghi. Dopo aver percorso parte della salita con gli sci a spalle, la comitiva stava affrontando un tratto del monte Cornetto in discesa. Brenna ha perso l’appoggio ed è scivolato nel canalone. Una lunga caduta dalle conseguenze fatali per l’esperto scialpinista bresciano.

L’incidente è avvenuto a meno di 24 ore dalla disgrazia che sul Pizzo Redorta, verso il rifugio Brunone, ha colpito Gabriella Barbiera, 52enne originaria di Darfo, ma da anni di casa sul lago d’Endine. Gabriella è stata colta da un malore, mentre percorreva il sentiero 302 delle Orobie orientali.

Scialpinista esperto

Ingegnere elettronico originario del Milanese, Gianluigi Brenna aveva iniziato la sua carriera partendo proprio da lì: prima al Politecnico di Milano e poi per il mondo del business agli albori dell’era dell’informatica. Classe 1957, lavorava dal 2000 per una grande multinazionale in qualità di enterprise architect, ossia come figura professionale che progetta e gestisce l’architettura dei sistemi informatici aziendali a livello strategico. La sua altissima caratura professionale era accompagnata da una notorietà che nel paese franciacortino era legata però soprattutto alla moglie Cristina Mondini, figlia di quel Gianni Mondini ex sindaco e fondatore dell’omonima azienda una delle più celebri della zona, scomparso a 89 anni nel giugno scorso.

Per lei si era trasferito, ormai decenni fa, a Cologne, dove aveva cresciuto la sua splendida famiglia composta dai tre figli Benedetta, Marco Paolo e Francesco. Oltre ai viaggi, la grande passione di Brenna è sempre stata la montagna. Tra escursioni e discese con gli sci difficilmente si poteva trovare qualcosa che, esclusa la famiglia, gli facesse battere così tanto il cuore. È stata proprio una di queste esperienze a portarlo via per sempre. Il fatto che fosse un alpinista esperto lascia ancora più attonita la comunità di Cologne che ora si stringe alla famiglia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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