Pugliesi, calabresi e bresciani. Si sono uniti. E nelle 450 pagine del decreto di fermo vengono indicati i ruoli. C’è chi ha organizzato dal sud per poi affidarsi a chi come i calabresi già opera nella criminalità bresciana e che a sua volta ha chiamato in causa basisti locali e gente pronta a tutto.
Dal pizzaiolo di professione che si mette al servizio dei clan, a fartelli calabresi ma ormai di fatto bresciani, che sanno usare le mitragliette e ne detengono. E poi ci sono soggetti pugliesi che il 4 dicembre 2016 fecero parte di un commando che assaltò il caveau della Sicurtransport nella zona industriale di Catanzaro.




