Scuola

Libri e cancelleria, «fase delicata per le famiglie ma si può risparmiare»

Con il nuovo anno scolastico alle porte, molte famiglie si stanno muovendo per acquistare il materiale necessario. La testimonianza di rivenditori e librai: «I rincari sono contenuti»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

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Corredo scolastico e libri di testo: il conto è salato

Penne, matite, quaderni e libri: anche in un’epoca di transizione digitale la cancelleria continua a essere uno strumento indispensabile per chi si appresta a sedersi sui banchi di scuola. Nel carrello della spesa per i materiali scolastici gli strumenti e i supporti di scrittura – ma anche gli astucci e gli zaini – restano prodotti imprescindibili. In vista dell’anno scolastico 2026/2027, molte famiglie si stanno già muovendo per acquistare materiale scolastico e libri di testo. 

La cancelleria

Tra le realtà bresciane specializzate in cancelleria c’è il gruppo Giustacchini, che in provincia ha due negozi, a Brescia e Roncadelle, ma è presente anche a Veona e Alba. «Non abbiamo notato particolari rincari – spiega il responsabile marketing del gruppo, Nicolò Galeri –. Ma abbiamo comunque impostato tutta la campagna di vendita nella consapevolezza che per le famiglie è un momento delicato. E infatti abbiamo predisposto pure per quest’anno un sistema di promozioni per venire loro incontro, con sconti fino al 50% sulla cancelleria».

Lo store di Giustacchini a Brescia
Lo store di Giustacchini a Brescia

Un’iniziativa promozionale riguarda per esempio gli zaini: «Già da tre anni chi porta in negozio uno zaino che non utilizza più riceve da noi un buono per acquistarne un altro – spiega Galeri –. E lo zaino usato lo regaliamo a Caritas Brescia. Quest’anno abbiamo già raccolto più di 200 zaini in questo modo».

I librai

E i libri di testo? «I rincari dei prezzi dei libri, come gli altri anni, sono sotto il livello dell’inflazione, non ci sono grandi sorprese», dice il presidente dell’Associazione librai italiani (Ali) di Confcommercio di Brescia e provincia, Diego Liserani.

«Il governo ha pubblicato a marzo il decreto con i tetti di spesa per i libri, quindi le famiglie conoscono già da alcuni mesi gli importi: si arriva a un massimo di 346 euro per il primo anno di liceo classico – continua –. Ci teniamo sempre a ricordare che, di fatto, si spende meno di un euro al giorno per l’educazione dei propri figli».

Liserani è anche titolare della libreria Libraccio di corso Magenta: «Come librai ricordiamo che i margini per risparmiare ci sono, e anche per risparmiare tanto: oggi da noi un diario nuovo costa tra i 18 e i 20 euro, ma usato arriva anche a 6 euro. Se uno si approccia a questo tipo di acquisti in un’ottica di risparmio può riuscire a spendere poco».

Già si possono rilevare alcuni trend: «La cosa un po’ strana di cui ci stiamo accorgendo è che gli acquisti si stanno spostando tutti un po’ più in là: gli italiani stanno ritardando questo tipo di spese, cambiando le proprie abitudini»

Come presidente del sindacato librai di Confcommercio, Liserani aveva accolto favorevolmente, intervistato su questo giornale lo scorso autunno, l’ipotesi di introdurre con l’ultima Manovra la possibilità di detrarre le spese per i libri scolastici dalle tasse: «Alla fine la proposta è saltata all’ultimo momento – dice –. Ma non si tratta di un provvedimento scomparso: è ancora sul tavolo tra le cose da fare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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