Scuola

Leno, dai cassetti al catalogo digitale: a scuola rivivono i vecchi reperti

Teschi, pelle di serpenti, uccelli imbalsamati e tanto altro nella mostra curata dagli studenti del Liceo Capirola
Gianantonio Frosio
Gli studenti del Capirola hanno scovato e ridato vita a vecchi reperti di laboratorio
Gli studenti del Capirola hanno scovato e ridato vita a vecchi reperti di laboratorio

Dalla sua posizione di coordinatore generale, Gianmarco Martelloni, dirigente scolastico dell’Istituto Capirola, coglie una prospettiva particolare, che esalta ancora di più il lavoro fatto. «È entusiasmante vedere come, all’immobilità di questi vecchi reperti colmi di storia ma privi di anima, si contrappongano la vitalità, l’esuberanza e l’entusiasmo dei ragazzi. La mostra che hanno allestito è unica e bella: complimenti a loro e agli insegnanti che li hanno seguiti».

L’esperienza

Una mostra, dunque, capace di ridare nuova vita e dignità a vecchi reperti rimasti chiusi nei cassetti per chissà quanti anni e ora tornati alla ribalta grazie a un Project Work targato L’Umana Dimora e Istituto superiore Capirola. Un’esperienza che, tra l’altro, permette di applicare le conoscenze teoriche acquisite seguendo la metodologia didattica «learning by doing» (imparare facendo), che sostituisce l’apprendimento passivo con l’azione.

Come hanno fatto

Per capire di che si tratta bisogna partire dai vecchi laboratori scientifici delle scuole, molti dei quali, chiusi in armadi dimenticati nelle cantine, custodiscono un affascinante patrimonio storico fatto di reperti biologici e zoologici (anfibi, serpenti immersi nella formalina, uccelli imbalsamati, favi di imenotteri), modelli anatomici tridimensionali smontabili (soprattutto teschi umani e di animali), insetti essiccati (farfalle, coleotteri), macchine e strumenti in ottone, legno e ghisa. Di tutto un po’, insomma, in un mix adatto ad arredare il salotto della famiglia Addams.

Scovati nelle cantine di varie scuole (non solo del Capirola, dunque), ma anche in case private, questi oggetti sono stati recuperati, puliti, studiati e catalogati dagli studenti delle classi 3°A e 3°B del Liceo scientifico, che, insieme con gli insegnanti Valter Ferri e Roberta Gatta, prima hanno allestito una mostra, poi hanno creato un catalogo digitale accessibile a tutti dal sito della scuola.

Si parla tanto del riciclo creativo. Gli studenti hanno dimostrato che non c’è limite alla fantasia: riciclare dischi, barattoli e camicie sono capaci tutti. Recuperare vecchi nidi di uccelli, pelli di serpente e crani di animali è più complicato: roba da intenditori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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