Scuola

Nel Bresciano frena la caduta dei licei, ma i tecnici li tallonano

Piace anche la rivoluzione del 4+2: le iscrizioni sono quasi triplicate in un anno. Ma per tutti pesa il calo demografico
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Ingresso del liceo classico Arnaldo - © www.giornaledibrescia.it
Ingresso del liceo classico Arnaldo - © www.giornaledibrescia.it

Che sia la vocazione industriale del territorio o la predisposizione (anche ereditaria?) familiare, non si sa, fatto sta che a Brescia i tecnici – come da qualche anno a questa parte – tallonano i licei. Le iscrizioni alle superiori per il prossimo anno scolastico confermano che gli istituti tecnici ai giovani bresciani piacciono anche se i licei tengono. Calano, di contro, gli istituti professionali, anche se Brescia è tra le prime province italiane per numeri.

Le tendenze

Scorrendo i dati degli ultimi 20 anni balza all’occhio – e se ne parla da decenni – il calo demografico: dagli 11.144 iscritti al primo anno di secondarie superiori dell’anno scolastico 2007-’08, oggi si arriva a 9.584, 10.280 se mettiamo anche le paritarie; e così il Bresciano, il prossimo anno, tra primaria, secondaria di primo e secondo grado, avrà 28.595 «primini», secondo territorio per popolazione scolastica (13%) in Regione dopo il Milanese (31%) e prima della Bergamasca (12%).

Ma veniamo al cuore dei numeri forniti dall’Ufficio scolastico regionale dai quali emerge, come detto, che la provincia di Brescia si discosta dal panorama regionale e nazionale in cui la metà dei ragazzi sceglie il liceo (55,88% in Italia e 48,5% in Lombardia). Nella nostra provincia, infatti, il 42,1% degli alunni di terza media ha scelto un liceo (lo scientifico negli anni passati è stato il più opzionato, da circa il 23%, il classico non arrivava al 3%), il 41% un tecnico e il 16,9% un professionale. A livello nazionale il 30,84% ha scelto un tecnico e il 13,4% un professionale; in Lombardia i dati, rispettivamente, 35,86% e 14,70%. Dicevamo dei licei che tengono dopo un periodo in flessione: nel 2023, infatti, erano stati scelti dal 43,4% e l’anno dopo dal 42,3%. In due anni, quindi, il dato si è mantenuto stabile.

Il boom del 4+2

Un’altra tendenza che emerge con forza è la crescita del nuovo percorso 4+2 (quattro anni di tecnico o professionale più due di Its) che sono quasi triplicate in un anno: rispetto all’anno scorso le iscrizioni sono salite da 58 a ben 164. Questo anche in virtù dell’offerta che si sta ampliando: dopo Darfo e Orzivecchi, infatti, si aggiungeranno anche il Tartaglia-Olivieri, l’unica scuola statale in città ad aver ottenuto l’autorizzazione dall’ufficio regionale per far decollare il nuovo percorso tecnologico-professionale nell’indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio, e il Cfp Lonati con un percorso per l’indirizzo Servizi d’impresa. In totale, in Regione, questo percorso è stato scelto da 1.407 alunni, erano 841 l’anno scorso.

Interessante anche fare un balzo indietro nel tempo e confrontare i dati, anche se ci si scontra con un diverso sistema di calcolo di alcuni parametri che rendono il raffronto faticoso o frammentato. Nel 2004-’05 i professionali avevano 2.584 iscritti nel 2007-’08 e 2.187 (il 24,5%) l’anno seguente. Proprio nel 2008-’09 tra gli 11.650 studenti bresciani che avrebbero iniziato il percorso delle superiori (in questo numero sono contenuti anche coloro che hanno frequentato le superiori a Mantova, Cremona e Bergamo) solo il 36,9% aveva scelto un liceo e il 36,9% un tecnico. Questo, leggendo i dati attuali in prospettiva, ci fa dire che i licei non solo hanno arrestato la caduta di 18 anni fa, ma hanno recuperato terreno.

Altri ordini e orari

Per quanto riguarda la primaria la domanda delle famiglie per il tempo pieno (per un totale di 40 ore settimanali) risulta pari al 67% in regione; segue, con 31% delle richieste, l’opzione del tempo scuola fino a 30 ore settimanali. A livello nazionale si registra una percentuale del 52,9% delle iscrizioni al tempo pieno, segue la scelta delle 27 ore settimanali con il 28,7%. Per la secondaria di primo grado si rileva che ha prevalso l’opzione del tempo ordinario di 30 ore settimanali indicata dall’86% delle famiglie. Ancor più larga la maggioranza a livello nazionale (89,5%).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Rivista BiesseRivista Biesse

Nel numero di luglio e agosto, in primo piano, la strada per salire in Maddalena.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ