Niente zaini pesanti sulle spalle, niente file ordinate di banchi e nemmeno il classico suono della lezione frontale. A Leno da dieci anni la scuola ha cambiato volto e lo ha fatto partendo dalla quotidianità dei bambini. Qui, dall’infanzia, alla primaria, fino alla secondaria di primo grado, ha preso vita il modello «Scuola Senza Zaino»: un metodo innovativo che in tutta la provincia di Brescia è adottato soltanto da due scuole, mentre in Italia coinvolge circa 800 istituti.
Entrando nelle aule, la sorpresa è immediata: gli alunni arrivano con una piccola borsa leggera, perché tutto il materiale necessario – libri, quaderni, matite, colori – li aspetta già in classe. Un modo concreto per alleggerire non solo il peso sulle spalle, ma anche il modo di vivere la scuola.
E poi gli spazi: niente cattedra dominante e banchi in fila. Qui ci sono tavoli per il lavoro di gruppo, angoli dedicati ai laboratori, aree creative e un’agorà centrale dove ci si incontra, si discute e si costruiscono insieme le lezioni. Una scuola che assomiglia più a una comunità che a una classe tradizionale.
Il cuore del progetto
Il cuore del progetto è proprio questo: autonomia, responsabilità e collaborazione. I bambini imparano facendo, sperimentando, giocando. Perché nel modello «Senza Zaino» il gioco non è una pausa dall’apprendimento, ma uno strumento educativo vero e proprio. Un modo per stimolare creatività, problem solving e partecipazione attiva.
E cambiano anche le valutazioni: i voti numerici spariscono dalla quotidianità scolastica. Al loro posto, commenti e osservazioni che aiutano gli studenti a capire i propri punti di forza e gli aspetti da migliorare. Un’educazione che punta alla crescita personale prima ancora che alla performance.
Le iniziative
Proprio in occasione del «Senza Zaino Day», a Leno e nelle frazioni di Castelletto e Porzano è stata organizzata un’intera giornata di attività che ha coinvolto non solo studenti e insegnanti, ma anche le famiglie. I genitori hanno potuto entrare nelle aule, partecipare ai laboratori e toccare con mano il metodo educativo e le attività quotidiane svolte dai ragazzi.
Una festa della scuola aperta al territorio, che ha messo in risalto il legame con la comunità locale e il valore della collaborazione tra scuola, famiglie e realtà del paese. Il tema scelto quest’anno è stato diverso per ogni ordine scolastico: alla scuola dell’infanzia e alla primaria si è parlato di pace, mentre alla secondaria di primo grado il focus è stato il contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Una rivoluzione silenziosa, fatta di colori, condivisione e nuove idee di apprendimento. E mentre i ragazzi imparano a collaborare e a diventare più autonomi, anche la scuola prova a liberarsi di un peso: quello delle vecchie abitudini.



