Scuola

Carta docente anche ai precari, ma il bonus scende a 383 euro

Accrediti arrivati solo a marzo e importo più basso alimentano malumori tra gli insegnanti bresciani. Intanto crescono i ricorsi legati al riconoscimento del bonus
La carta del docente cambia importo
La carta del docente cambia importo
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Tra novità operative, polemiche sindacali e un contenzioso che continua a crescere anche sul territorio, torna al centro del dibattito la Carta del docente. Il bonus per la formazione degli insegnanti, attivo per l’anno scolastico 2025-2026 dallo scorso 9 marzo, si presenta con una platea ampliata ma con un importo ridotto, alimentando un confronto acceso tra Governo e rappresentanze del mondo della scuola.

Che cosa cambia

La misura, introdotta con la legge 107 del 2015, è stata estesa per la prima volta anche ai docenti precari con incarico annuale fino al 31 agosto e a quelli con supplenza fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre al personale educativo dei convitti.

Un insegnante in classe - © www.giornaledibrescia.it
Un insegnante in classe - © www.giornaledibrescia.it

A livello nazionale i beneficiari superano ora il milione, con oltre 200mila insegnanti in più rispetto allo scorso anno. Restano invece esclusi, almeno per quanto riguarda l’erogazione diretta del bonus, i lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari, per i quali sono stati comunque annunciati fondi specifici per la formazione e l’accesso in comodato a strumenti digitali.

Il contributo individuale però scende a 383 euro, rispetto ai 500 euro degli anni precedenti. Il Ministero ha affiancato a questa cifra ulteriori risorse – oltre 281 milioni di euro – destinate alle scuole per potenziare l’aggiornamento professionale e l’acquisto di materiali didattici. Tra le novità figura anche la possibilità di utilizzare la card per il rimborso delle spese di trasporto e per l’acquisto di strumenti musicali. Possibilità che si aggiungono all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, all’ingresso a musei, mostre e teatri, e all’acquisto di hardware e software.

Pioggia di ricorsi

Il Tribunale amministrativo regionale in via Carlo Zima - © www.giornaledibrescia.it
Il Tribunale amministrativo regionale in via Carlo Zima - © www.giornaledibrescia.it

Sul territorio bresciano il tema si intreccia con l’aumento del contenzioso. Secondo i dati diffusi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel 2025 i ricorsi depositati al Tar lombardo con sede a Brescia sono cresciuti del 56,8%, tanto da raggiungere quota 1.600.

Una parte consistente riguarda proprio la Carta del docente, soprattutto per l’esecuzione di sentenze favorevoli agli insegnanti precari che ne avevano chiesto il riconoscimento.

Dai sindacati

Un quadro che riflette tensioni e aspettative anche nelle scuole della provincia. «L’estensione ai supplenti è positiva, ma la riduzione dell’importo resta un nodo aperto – osserva Attilio Boldini, segretario della Cisl Scuola Brescia Vallecamonica –. Il nostro obiettivo è riportare la cifra ai 500 euro, se non oltre, nelle prossime trattative».

Boldini sottolinea inoltre le criticità legate alle tempistiche: «Quest’anno l’accredito è arrivato molto più tardi rispetto al passato. Negli anni scorsi il bonus veniva accreditato generalmente entro settembre, mentre per il 2025-2026 è arrivato solo nei primi giorni di marzo. Tant’è che in diversi casi i docenti hanno dovuto anticipare di tasca propria le spese per corsi universitari o iniziative di formazione».

Il sindacato segnala anche il peso del contenzioso locale. «Negli ultimi anni abbiamo seguito centinaia di ricorsi. Molti insegnanti hanno scoperto solo successivamente di avere diritto al bonus e stanno ancora attendendo le sentenze. La lentezza delle procedure giudiziarie incide sui tempi di riconoscimento delle somme». Per Boldini la soluzione passa anche da un cambio di impostazione: «La Carta è stata introdotta per legge, senza un vero confronto contrattuale. Se fosse materia negoziale, il sindacato potrebbe incidere maggiormente su importi e modalità».

Confronto ancora aperto

Le posizioni restano distanti. Il ministro Giuseppe Valditara rivendica l’allargamento della platea e il rafforzamento delle risorse per la formazione, mentre diverse sigle sindacali criticano la riduzione del contributo e chiedono di riportarlo al valore originario. In mezzo, la quotidianità delle scuole bresciane, dove il bonus continua a rappresentare uno strumento importante per sostenere l’aggiornamento professionale ma anche un terreno di confronto aperto tra esigenze del personale e scelte legislative.

Nuove critiche

Tra le voci più critiche c’è anche la Gilda degli insegnanti. Il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana sostiene che la Carta «è nata male» e che le risorse destinate al bonus avrebbero dovuto confluire direttamente nel contratto, diventando così parte stabile della retribuzione e incidendo anche sul trattamento pensionistico.

La riduzione dell’importo a 383 euro viene letta dal sindacato come un ulteriore indebolimento dello strumento, che negli anni avrebbe alimentato tensioni tra docenti di ruolo e precari e favorito il ricorso al contenzioso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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