Tar Brescia, nel 2025 ricorsi in aumento del 57%

Il 2025 segna un balzo netto dei ricorsi al Tar di Brescia, competente per le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, con una crescita in controtendenza con la tendenza degli ultimi anni. Il dato emerge dalla relazione presentata dal presidente Angelo Gabbricci in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo e ha una spiegazione precisa: il boom dei ricorsi per ottemperanza, cioè le azioni con cui si chiede al giudice di far eseguire sentenze già emesse, in particolare quelle del giudice del lavoro legate alla cosiddetta carta docente.
Nel corso del 2025 al Tar di Brescia sono stati depositati 1.600 ricorsi, contro i 1.056 del 2024, con un incremento del 56,82%. Un aumento molto più marcato rispetto all’anno precedente, quando tra il 2023 e il 2024 la crescita si era fermata al 7,32%. I ricorsi definiti nello stesso periodo sono stati 1.096, con un saldo negativo di 504 fascicoli tra procedimenti depositati e chiusi.
Carta docente
A incidere in modo decisivo sul dato complessivo sono stati, come detto, i ricorsi per ottemperanza, saliti a 668 nel 2025. Il confronto con gli anni precedenti è indicativo: erano 155 nel 2024 e appena 29 nel 2023. Nella gran parte dei casi si tratta di ricorsi finalizzati a ottenere l’esecuzione di sentenze del giudice del lavoro che riconoscono ai docenti precari il diritto alla carta docente, il bonus annuale destinato alla formazione professionale.
Nel complesso, nel 2025 le due sezioni della sede bresciana del Tar hanno depositato 1.006 sentenze, tra decisioni in forma breve e ordinaria. L’andamento complessivo incide anche sull’arretrato. Dopo anni di progressiva riduzione – dai 3.170 ricorsi pendenti del 2017 ai 1.443 del 2022 – il numero dei procedimenti in attesa di definizione è tornato a crescere negli ultimi due anni, arrivando a 2.232 ricorsi pendenti alla fine del 2025. Un incremento che la relazione collega proprio al picco di ricorsi per ottemperanza.
Resta però un dato considerato positivo: grazie agli obiettivi di smaltimento fissati dal Pnrr, il Tar di Brescia ha definito il 70% delle cause pendenti alla fine del 2019 e oggi non risultano più ricorsi anteriori al 2020 ancora in trattazione. Un risultato che, secondo la relazione, consente di guardare con un cauto ottimismo alla gestione futura dell’arretrato.
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