Tumore al rene, il dottor Najati: «La robotica cambia la prognosi»

Daniela Affinita
Ogni anno in Italia si registrano 12mila nuovi casi, spesso scoperti per caso: interventi chirurgici mirati preservano la funzionalità del rene
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Il robot utilizzato per trattare il tumore al rene
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Spesso non dà sintomi e viene scoperto per caso, durante un’ecografia eseguita per altri motivi. Il tumore al rene è una patologia oncologica silenziosa che in Italia registra circa 12 mila nuovi casi all’anno, con un’incidenza più alta negli uomini.

Negli ultimi anni i progressi della chirurgia mini-invasiva e robotica stanno cambiando il trattamento della malattia, soprattutto nelle forme iniziali, permettendo in molti casi di rimuovere solo il tumore e preservare il rene. In occasione della Giornata Mondiale del Tumore al Rene ne parliamo con il dottor Alrabi Najati, primario dell’Urologia della Clinica Sant'Anna.

Dottor Najati, quanto è diffuso il tumore al rene?

«Rappresenta circa il 2-4% di tutti i tumori, in Italia registriamo più o meno 12 mila nuovi casi all’anno, un’incidenza simile a quella degli altri Paesi occidentali. Colpisce più frequentemente gli uomini, circa il doppio rispetto alle donne».

Perché spesso si parla di tumore silenzioso?

«Perché nella maggior parte dei casi non provoca sintomi. Il tumore al rene viene scoperto incidentalmente, ad esempio durante un’ecografia o una Tac eseguita per altri motivi. Questo accade perché non esistono programmi di screening specifici raccomandati dalle linee guida».

Quindi non ci sono segnali precoci?

«I sintomi compaiono quasi sempre quando la malattia è più avanzata: sangue nelle urine, dolore o una massa palpabile nell’addome. A volte possono comparire sintomi più generici, come stanchezza o malessere generale, legati a una cosiddetta sindrome paraneoplastica».

C’è un esame che può aiutare a individuare il tumore prima?

«Non esiste uno screening ufficiale, ma personalmente consiglio spesso un’ecografia dell’addome tra i 50 e i 60 anni, perché l’incidenza della malattia aumenta dopo i 50. È un esame semplice, non invasivo e a basso costo».

Quali sono i principali fattori di rischio?

«Tra i più importanti ci sono il fumo di sigaretta, l’obesità e il diabete. Anche lo stile di vita ha un ruolo: mantenere un peso adeguato, bere acqua a sufficienza e adottare abitudini sane può contribuire alla prevenzione».

Come si cura oggi il tumore al rene?

«Dipende soprattutto dalle dimensioni e dallo stadio del tumore, se la massa è inferiore ai 7 centimetri, cioè negli stadi iniziali, possiamo intervenire con chirurgia conservativa e rimuovere solo il tumore, salvando il resto del rene».

E qui entra in gioco la chirurgia robotica?

«Esatto. La chirurgia robotica ha rivoluzionato il trattamento di questa malattia, grazie alla precisione del sistema robotico possiamo rimuovere anche tumori piccoli preservando il più possibile il tessuto renale sano».

Quali sono i benefici rispetto alla chirurgia tradizionale?

«In passato l’intervento veniva eseguito con chirurgia a cielo aperto, con incisioni molto ampie e tempi di recupero lunghi. Con la laparoscopia c’è stato un grande passo avanti, ma la robotica ha ulteriormente migliorato la precisione dell’intervento, soprattutto nei punti più delicati come i vasi renali. Questo significa meno trauma chirurgico, maggiore accuratezza e un recupero più rapido per il paziente».

  • Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene
    Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene - © www.giornaledibrescia.it
  • Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene
    Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene - © www.giornaledibrescia.it
  • Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene
    Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene - © www.giornaledibrescia.it
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    Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene - © www.giornaledibrescia.it
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  • Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene
    Immagini realizzate durante un’operazione di tumore al rene - © www.giornaledibrescia.it

Cosa succede se è necessario rimuovere completamente il rene?

«Quando il tumore supera i 7 centimetri o è più avanzato può essere necessario togliere l’intero rene. Ma si può vivere normalmente anche con un solo rene, semplicemente prestando un po’ più di attenzione allo stile di vita».

Cosa succede se il tumore è già in fase avanzata o metastatica?

«Negli ultimi anni le terapie immunologiche hanno cambiato molto la prospettiva, si tratta di trattamenti con anticorpi specifici che stimolano il sistema immunitario a combattere il tumore. Anche nei casi metastatici oggi abbiamo possibilità di cura molto più efficaci rispetto al passato».

Quali controlli devono fare i pazienti dopo l’intervento?

«Di solito eseguiamo un’ecografia dopo sei mesi e una Tac dopo un anno. Nei tumori localizzati i risultati sono generalmente molto buoni».

Qual è il messaggio più importante per i pazienti?

«Il tumore al rene oggi è una malattia sempre più curabile, soprattutto se individuata precocemente. La tecnologia, in particolare la chirurgia robotica, ha migliorato enormemente le possibilità di trattamento e la qualità di vita dei pazienti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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