«Servono screening oncologici mirati per i vigili del fuoco»

Lo chiede la consigliera regionale Carzeri presentando una mozione ispirata da una recente visita nella caserma di Brescia: «La Regione si faccia promotrice presso il governo di programmi a tutela della loro salute»
Claudia Carzeri con il comandante Diaferio, il segretario della Fns-Cisl Prandi e il senatore Paroli
Claudia Carzeri con il comandante Diaferio, il segretario della Fns-Cisl Prandi e il senatore Paroli
AA

«I vigili del fuoco svolgono un’attività ad alto rischio: sono esposti a molteplici agenti nocivi. Per tutelare la loro salute servono screening oncologici mirati». A evidenziarlo, presentando una mozione ispirata da una visita alla caserma dei vigili del fuoco di Brescia, è la consigliera regionale Claudia Carzeri.

L’obiettivo è chiaro: impegnare la Regione a farsi promotrice, presso il Governo, dell’avvio di programmi di screening sanitario e studi epidemiologici dedicati al personale permanente e volontario del corpo nazionale dei vigili del fuoco. L’atto verrà sottoposto al Consiglio regionale il 14 aprile.

Parlamento europeo

Il tema è d’interesse anche a livello europeo: proprio nei giorni scorsi una delegazione della commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo - Isabelle Le Callennec, Liesbet Sommen, Letizia Moratti, Estelle Ceulemans, Raffaele Topo e Chiara Gemma - si è recata a San Patrignano, Foggia e Caserta per esaminare le condizioni di vita e di lavoro di soggetti vulnerabili, vigili del fuoco e forze di polizia.

Come è nata l’idea

Tornando alla Lombardia l’idea della mozione, si diceva, è nata nella nostra città: Carzeri ha raccolto le considerazioni del comandante dei vigili del fuoco di Brescia Luigi Diaferio, anche a seguito di una specifica segnalazione del segretario provinciale di Brescia della Fns-Cisl con delega ai vigili del fuoco Michele Prandi.

«La tutela della salute di chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per la sicurezza dei cittadini deve essere un impegno prioritario», è il commento della consigliera regionale: «Chiediamo che si attivino studi sistematici, basati su evidenze scientifiche, a livello nazionale e programmi di screening mirati per garantire prevenzione e diagnosi precoce».

Evidenze scientifiche

Questo con la consapevolezza che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato, nel 2022, l’esposizione professionale dei vigili del fuoco come «cancerogena per l'uomo»: «Evidenze scientifiche dimostrano come i vigili del fuoco siano esposti, durante il servizio, a molteplici agenti nocivi - tra cui sostanze chimiche, prodotti della combustione e particolato fine - con un conseguente aumento del rischio di patologie oncologiche».

La speranza degli operatori

«Il primo passo è stato fatto - commenta il comandante Diaferio -: contiamo di poter dare seguito a questa iniziativa riuscendo a ottenere, grazie all’impegno della Regione, un programma di sorveglianza sanitaria e di prevenzione oncologica dedicato agli operatori del territorio».

Prandi aggiunge: «Da tempo chiediamo maggiore attenzione sul fronte della salute per le donne e gli uomini del corpo nazionale dei vigili del Fuoco: ringraziamo la consigliera Carzeri per aver dato subito voce alle nostre istanze. Regione, grazie all’esperienza maturata nei programmi di screening e nei sistemi informativi sanitari, può svolgere un ruolo di impulso a livello nazionale, favorendo l’integrazione dei dati e la definizione di modelli replicabili».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...