Otto nuove diagnosi di sclerosi multipla ogni mese, oltre cento pazienti presi in carico da settembre e un altro centinaio seguito per patologie neuroimmunologiche. Sono i numeri del nuovo Centro Sclerosi multipla dell’Asst Spedali Civili che fa riferimento alla Struttura complessa di Neurologia diretta dal prof. Alessandro Padovani. Un servizio che si aggiunge a quello del Centro di riferimento regionale nato nel 1986 e collocato, da vent’anni, nel presidio ospedaliero di Montichiari.
Come spiegano il prof. Padovani e le neurologhe Viviana Cristillo e Marta Bianchi, «il nuovo Centro mira a offrire ai pazienti trattamenti ad alta efficacia in modo tempestivo. Avendo alle spalle una struttura d’eccellenza come quella degli Spedali Civili; la nostra attività si fonda su un approccio multidisciplinare che integra competenze neurologiche, strumentali e di supporto per rispondere ai bisogni che possono emergere nelle varie fasi della malattia».
Nelle Case di Comunità
Il sospetto che può evolvere in diagnosi proviene talvolta dal pronto soccorso, talvolta da altri reparti o dal territorio. A proposito di territorio i neurologi degli Spedali Civili sono presenti anche nelle Case di comunità che fanno riferimento a questa Asst. «Luoghi di salute - osserva il prof. Padovani - per garantire una presa in carico di prossimità in collaborazione con i medici di medicina generale che comprenda, in divenire, anche l’erogazione di terapie».
Quali servizi
Nel dettaglio il Centro - collocato alla Scala 11, terzo piano - offre un percorso fast track diagnostico-terapeutico dedicato ai pazienti con sospetta malattia demielinizzante, oltre ad ambulatori per pazienti con diagnosi già nota e sospetta ricaduta. In futuro attiverà anche un servizio di call center per gestire eventuali richieste e un servizio di neurooftalmologia.
Il professor Padovani, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia già presidente della Società italiana di Neurologia, ha iniziato a interessarsi di sclerosi multipla oltre trent’anni fa. «Ho vissuto un cambiamento epocale - ammette - segnato dai farmaci biologici che hanno portato a una diversa evoluzione della malattia. Un ulteriore avanzamento, in termini di controllo della malattia, è avvenuto con gli anticorpi monoclonali anti-CD20».

Sguardo alla ricerca
La ricerca, nel frattempo, va avanti: «La speranza - aggiunge la dottoressa Cristillo - è riposta negli inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTK) per trattare le forme meno attive dal punto di vista infiammatorio, ma invalidanti nel lungo periodo».
Il Centro è contattabile via mail (sclerosi.multipla.brescia@asst-spedalicivili.it) o al numero 333.3304040; i neurologi rispondono alle esigenze dei pazienti e dei medici del territorio il martedì e il giovedì pomeriggio, dalle 13.30 alle 15.30.



