Prima dell’invenzione di Cristian Fracassi e Ivan Guerini, sui tavoli operatori del Centro di simulazione di Fondazione Poliambulanza, ci finivano dei polli (morti, ovviamente). Grazie alla donazione di Isinnova, adesso medici e infermieri che lavorano in Neonatologia si possono addestrare e formare su un manichino neonatale ad alta fedeltà, modificato da un sistema che riproduce con diversi strati di silicone i tessuti che nella realtà devono essere attraversati in casi di posizionamento di drenaggi toracici, accesso alla cavità pleurica per il trattamento di raccolte liquide o pneumotorace nei neonati.
Rischi del parto
«La nascita, in una vita – spiega il responsabile medico di Sfera (la scuola di alta formazione, educazione e ricerca), il dottor Paolo Ernesto Villani, affiancato da Giuseppe Paterlini direttore dell’Unità operativa di Neonatologia – è uno dei momenti in cui si verificano più emergenze e situazioni critiche. Per questo è molto importante formare équipe preparate, con assegnazioni di ruoli e in grado di affrontare tutti i casi più complessi, per evitare morbilità e moralità. I primi cinque minuti fan la differenza, e grazie alla simulazione possiamo imparare sbagliando senza fare danni».

Numeri
Al Centro simulazione Sfera nel corso del 2025 sono state formate oltre 14mila persone, 12mila delle quali interne a Poliambulanza, che hanno seguito più corsi, grazie all’impegno di 400 formatori «che non solo hanno competenze scientifiche, ma anche didattiche» come ha illustrato Sabrina Maioli, la responsabile degli spazi che Fondazione Poliambulanza ha aperto sette anni fa in via Bissolati 50/D.

Grazie alle telecamere e ad una sala regia in cui si registrano gli interventi, con la successiva attività di debrifing, si analizzano i diversi momenti e l’operato dell’equipe per far capire a medici e infermieri eventuali errori. Il tutto per migliorare sempre più l’approccio ai casi reali.
«Al nostro Centro di ricerca etico Isinnova – spiega il fondatore Cristian Fracassi – dopo il Covid cerchiamo di aiutare gli ospedali con innovazioni al fianco di medici e infermieri. Con Ivan abbiamo studiato questa tasca di silicone che è del tutto simile ai tessuti reali di un neonato. L’abbiamo applicata (come una sorta di bottone, ndr) su un bambolotto e può essere utilizzata più e più volte, ed essere poi sostituita. A noi – conclude l’ingegnere-inventore – piace metterci in gioco quando ci sono problemi da risolvere, soprattutto in un ambito così delicato come quello neonatale».



