Pertosse: a Brescia 18 casi negli ultimi due anni, nessun allarme

All’ospedale pediatrico Meyer di Firenze è boom di ricoveri per pertosse: 259 casi nel 2024, contro i 28 avvenuti tra il 2016 e il 2019. Nel Bresciano dagli ospedali ci confermano che non c’è nessun allarme. Un leggero aumento delle infezioni, però, è stato riscontrato anche qui: nel territorio dell’Ats di viale Duca degli Abruzzi (che copre tutta la nostra provincia, Valcamonica esclusa) quest’anno sono stati registrati 5 casi, che si aggiungono ai 13 dell’anno scorso (uno di casa fuori provincia), a fronte di un 2023 senza segnalazioni. Ad essere interessati sono soprattutto i bambini: dal gennaio 2024 in poi solo due casi hanno riguardato gli adulti.
Numeri
«I dati dimostrano che la situazione è tranquilla, ma anche che non bisogna mai abbassare la guardia – commenta Deborha Pezzola, direttrice facente funzione della Struttura complessa Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive degli Spedali Civili –: il vaccino e i relativi richiami vanno eseguiti nei tempi giusti, non in ritardo. Anche perché la pertosse può colpire la stessa persona più volte nella vita».
Il ciclo contro questo batterio prevede cinque dosi: tre nel primo anno di vita (fa parte della vaccinazione esavalente), la quarta a 5 anni e la quinta a 11. Poi va fatto un richiamo ogni 10 anni e ad ogni gravidanza. La copertura vaccinale nel territorio di Ats Brescia è molto buona. Tra i bambini nati nel 2022 il 97,10% ha ricevuto le prime tre dosi, quindi si supera la percentuale raccomandata del 95%. Tra i nati nel 2017 quelli che hanno fatto anche la quarta sono più del 94%. La copertura alla quinta dose, tra i bambini classe 2007, è all’89%, in linea con i dati regionali. Ats fa sapere inoltre che per i nati nel 2023, la cui percentuale di copertura definitiva non è ancora disponibile, l’obiettivo del 95% è già stato raggiunto.
Lombardia
Allargando l’orizzonte a tutta la Lombardia, come dimostrano i dati che ci ha fornito la Regione, il livello di copertura è leggermente inferiore: 96,9% per i nati nel 2022 (terza dose), 92,5% per quelli del 2018 (quarta dose) e 81,3% per quelli del 2012 (quinta dose). Quanto, poi, ai casi di pertosse confermati in Lombardia, nel 2025 ne risultano 62 (dato aggiornato a fine agosto) e lo scorso anno 160. Di questi: 62 (il 39%) si sono verificati entro i 4 anni d’età, 21 (13%) nella fascia 5-9 e 50 (31%) tra i 10 e i 14 anni.
Osservando l’andamento nel tempo, la Regione rileva che «negli anni immediatamente successivi alla pandemia si è assistito a un forte calo nel numero di infezioni riscontrando 43 casi nel 2020, 3 nel 2021, 10 nel 2022 e 4 nel 2023. Negli anni precedenti la pandemia il numero di casi è stato, infatti, di 59 nel 2015, 129 nel 2016, 115 nel 2017, 224 nel 2018, e 171 nel 2019». Nel 2024 c’è stata quindi una ripresa e il 2025 sta registrando lo stesso trend. Sempre la Regione ci fa sapere che in Lombardia negli ultimi due anni c’è stato un solo decesso, una persona anziana con comorbidità.
Sintomi e rischi
I più colpiti, però, restano i bambini. La situazione, come si diceva, è tranquilla. Giuseppe Riva, direttore dell’Unità operativa di Pediatria in Poliambulanza, conferma: «Lo scorso inverno abbiamo avuto solo un caso grave: un neonato, la cui mamma in gravidanza non era stata vaccinata. Ha trascorso un lungo periodo in Rianimazione».
Il vaccino è raccomandato tra la 27 e la 37esima settimana di gestazione: «Così la mamma trasmette gli anticorpi al bambino, che altrimenti nei primi 2 mesi, ossia prima che inizi il ciclo vaccinale, sarebbe scoperto». La dottoressa Pezzola aggiunge che anche chi è a stretto contatto con un neonato (nonni, papà...) dovrebbe essere in regola con il richiamo decennale contro difterite, tetano e pertosse. I sintomi iniziali «sono quelli di una normale infezione delle alte vie aeree – spiega il dottor Riva –: mal di gola, rinite, tosse. Segue, poi, una fase caratterizzata da accessi di tosse intensa, destabilizzante. Colpi ravvicinati, in successione, che quasi non permettono di prendere fiato. Nei piccolissimi ha le caratteristiche di una polmonite grave».
Da qui l’importanza della vaccinazione: «Il batterio Bordetella pertussis è sempre presente. E se cala la copertura vaccinale si fa sentire. Come succedeva trent’anni fa anche da noi». B. Bert.
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