L’influenza che arriverà: «In Australia è stata forte, inciderà meteo»

L’infettigolo Roberto Stellini: «Verso il ceppo B Vittoria la popolazione è meno protetta»
L'influenza sta arrivando
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In Australia – dove ora è inverno – l’influenza si sta rivelando parecchio pesante. «C’è stato un aumento di casi e di ricoveri ospedalieri - fa notare l’infettivologo bresciano Roberto Stellini -. È difficile, però, prevedere come andrà da noi: inciderono sulla epidemia influenzale anche le condizioni climatiche e il tasso di adesione alla campagna vaccinale che sta per iniziare».

Temperature e vaccino

Relativamente al primo fronte, quello delle temperature, il dottor Stellini ricorda, semplificando, che «la congestione delle alte vie respiratorie può aprire la strada a un’infezione virale». Circa il secondo fronte, quello della copertura vaccinale, «l’obiettivo è sempre il 75%, ma siamo ben lontani dal raggiungerlo».

Di certo c’è che i due ceppi influenzali isolati in Australia sono A H1N1 e B Victoria: «Il primo – spiega l’infettivologo consulente delle cliniche bresciane del Gruppo San Donato – è già circolato da noi ed è già stato nel mirino di vaccini precedenti. Il secondo, invece, è circolato meno e la nostra popolazione potrebbe rilevarsi meno protetta. Il vaccino trivalente di quest’anno è comunque studiato per contrastarli».

Quando e come

I primi casi, da noi, sono attesi tra fine ottobre e inizio novembre. Ora circolano altri virus simil-influenzali, come il Covid. Virus che, ovviamente, continueranno ad esserci anche in pieno inverno: «Spesso si sente dire "ho fatto il vaccino contro l’influenza, ma mi sono ammalato comunque". Non c’è nulla di strano in questo – chiarisce l’esperto –: quello influenzale, coperto dal vaccino, non è l’unico virus che circolerà».

I sintomi dell’influenza sono quelli che conosciamo: «Malessere, febbre, naso che cola, difficoltà respiratorie, mal di ossa. Per contrastarli serviranno, come sempre, antipiretici e antinfiammatori. Negli anziani e nelle categorie a rischio c’è il rischio di complicanze, come la polmonite. Ecco perché è consigliabile che quante più persone aderiscano alla campagna di immunizzazione: bisogna frenare la circolazione del virus».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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