Sarà per l’abbraccio, che stimola la produzione di endorfine, sarà per la musica che dà un ritmo binario ai movimenti. Sta di fatto che il tango argentino è sempre più considerato una terapia non farmacologica con benefici per il corpo e la mente. Ne sono convinti anche alla Domus Salutis della Fondazione Teresa Camplani, dove una volta a settimana, da un mesetto a questa parte, una sala si trasforma in milonga. Una milonga speciale in cui pazienti e caregiver «ballano» per raggiungere, passo dopo passo, obiettivi riabilitativi e di socialità.
Passo dopo passo
Il maestro-fisioterapista è Luciano Maffina, abilitato a praticare «Riabilitango», un metodo di tangoterapia, ideato nel 2012 da Marilena Patuzzo e Luca Botarelli, ufficialmente registrato e poi diffuso in Italia ed Europa. Nella loro scuola di Milano, Maffina – che balla dal 2005 ed è allievo di Sebastian Sanchez – ha partecipato al percorso standard di formazione riservato a professionisti sanitari e maestri diplomati di tango argentino. Alla Domus, dove con tre colleghi coordina il Servizio di recupero e rieducazione funzionale, aderiscono al suo corso di «Riabilitango» sei persone: quattro con la malattia di Parkinson e due familiari. La proposta, che segue a una prima sperimentazione informale di riabilitazione attraverso il tango avviata alcuni anni fa, ora è aperta anche a «persone con la sclerosi multipla in fase iniziale – spiega –, donne che hanno subito una mastectomia, obesi, persone con una leggera depressione o con problemi di autostima. L’importante è che abbiano una capacità di camminare non compromessa».




