Microbiota intestinale: cos’è e perché è così importante

La dottoressa Viviana Gerardi della Poliambulanza spiega il ruolo strategico dei batteri e dei virus che vivono nell’intestino e influenzano la salute generale della persona: «La dieta è in grado di modularne la composizione»
Viviana Gerardi, dirigente medico dell’unità operativa di Endoscopia digestiva della Poliambulanza
Viviana Gerardi, dirigente medico dell’unità operativa di Endoscopia digestiva della Poliambulanza
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È invisibile, ma oggi è ovunque. Il microbiota è passato in pochi anni dai laboratori di ricerca al linguaggio comune, diventando uno dei protagonisti del racconto sulla salute. Se ne parla sempre di più, tra nuove scoperte scientifiche, promesse di benessere e messaggi spesso semplificati. Capire che cos’è davvero e quale ruolo giochi nell’equilibrio dell’organismo non è solo una curiosità, ma una necessità per orientarsi in modo consapevole tra informazioni, stili di vita e scelte di prevenzione. Ne parliamo con Viviana Gerardi, dirigente medico dell’unità operativa di Endoscopia digestiva della Poliambulanza.

Dottoressa Gerardi, cos’è il microbiota intestinale e quale ruolo svolge nel mantenimento della salute generale?
Per microbiota si intende l’insieme dei batteri, dei virus, dei parassiti e dei miceti che vivono nel nostro intestino. È importante perché contribuisce al funzionamento della barriera intestinale e svolge un ruolo strategico nella regolazione del sistema immunitario e nella produzione di vitamine e metaboliti. Quando i microrganismi sono in equilibrio tra loro si parla di eubiosi; quando questo equilibrio si altera si parla invece di disbiosi.

In che modo si può conoscere lo stato di salute del proprio microbiota intestinale?
Non basta eseguire un test: è indispensabile che il risultato venga valutato da uno specialista. È bene chiarire inoltre che il Servizio sanitario nazionale non prevede coperture per questo tipo di indagini. Nella nostra struttura proponiamo un percorso su prenotazione. Il paziente ritira in reparto un kit per la raccolta del campione fecale e provvede poi a inviarlo a un laboratorio specializzato. Il referto viene trasmesso alla nostra struttura dopo circa un mese e viene illustrato e consegnato al paziente nel corso di una visita dedicata, durante la quale vengono fornite anche eventuali indicazioni terapeutiche o comportamentali. Per definire un piano nutrizionale mirato è poi necessario rivolgersi a un nutrizionista, che possa integrare i risultati dell’analisi con una valutazione complessiva dello stato di salute e delle abitudini alimentari del paziente.

Quali sono le situazioni in cui è consigliato indagare l’equilibrio del microbiota?
Può essere utile in presenza di disturbi intestinali, come gonfiore, stipsi o diarrea, ma anche in caso di infezioni delle vie urinarie associate a sintomi gastrointestinali, nelle malattie infiammatorie croniche intestinali o in alcuni problemi della sfera riproduttiva femminile. L’indagine può risultare indicata anche quando si avverte la necessità di impostare un piano nutrizionale mirato. Una volta ottenuto il referto è possibile fornire prime indicazioni di carattere alimentare, ad esempio sull’opportunità di aumentare l’apporto di fibre, ridurre il consumo di carne o introdurre cibi fermentati. Si tratta però di suggerimenti che devono essere successivamente valutati da un nutrizionista, così da poter essere inseriti in un programma personalizzato. In generale l’analisi consente di orientare una terapia su misura che può prevedere, quando necessario, anche l’impiego di prebiotici, come l’inulina, e di probiotici, come bifidobatteri e lattobacilli.

Il microbiota è l’insieme dei batteri, dei virus, dei parassiti e dei miceti che vivono nel nostro intestino
Il microbiota è l’insieme dei batteri, dei virus, dei parassiti e dei miceti che vivono nel nostro intestino

Cosa influenza la composizione del microbiota intestinale?
Sono molti i fattori che intervengono, a partire dalla nascita. Il parto naturale e l’allattamento favoriscono la trasmissione al neonato di parte della flora batterica materna. Nel corso della vita incidono poi diversi elementi, come le infezioni contratte, l’uso di antibiotici durante l’infanzia, il livello di attività fisica e, soprattutto, le abitudini alimentari. La dieta, in particolare, è in grado di modulare in tempi relativamente rapidi la composizione del microbiota.

Esiste un legame tra microbiota intestinale e certe malattie?
Sì, il microbiota rappresenta uno dei fattori che possono influenzare l’insorgenza o l’andamento di diverse patologie multifattoriali. Tra queste rientrano le malattie infiammatorie croniche intestinali, alcune patologie neurologiche, le allergie e anche alcuni tumori, come quelli del colon o dell’ambito ginecologico. Intervenire sul microbiota attraverso l’alimentazione, l’uso mirato di probiotici, prebiotici e integratori può offrire un supporto utile. È però fondamentale che il messaggio sia chiaro: queste strategie non sostituiscono le terapie necessarie per la patologia di base, che deve sempre essere trattata in modo appropriato.

È possibile ricostruire un microbiota equilibrato?
Più che di ricostruzione è corretto parlare di modulazione. L’equilibrio del microbiota può essere influenzato attraverso l’impiego di antibiotici scarsamente assorbibili, ma anche con probiotici e prebiotici. In alcuni centri altamente specializzati viene inoltre praticato il trapianto di microbiota fecale, una procedura riservata però a specifiche patologie di particolare gravità.

Non esiste soltanto il microbiota intestinale, corretto?
Esatto. I microrganismi popolano gran parte del nostro organismo, ad eccezione del sistema nervoso centrale. Esiste quindi un microbiota della pelle, del cavo orale e di altri distretti. La letteratura scientifica su questo tema è in continuo aggiornamento e sta mettendo in luce il ruolo dell’equilibrio microbico in diversi sistemi, come l’asse intestino-cervello, intestino-fegato, intestino-muscolo, intestino-pelle intestino-endocrino, intestino-immunitario e intestino-cardiocircolatorio. In collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma e con il centro screening dell’Ats di Brescia per il tumore del colon retto, stiamo inoltre conducendo studi sul microbiota in pazienti al primo esame di screening, con l’obiettivo di approfondire la correlazione tra questi microrganismi, adenomi e tumore del colon retto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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