Malattie croniche intestinali, Poliambulanza premiata

Oltre 15mila esami endoscopici eseguiti ogni anno, più di 350 emorragie digestive trattate e oltre mille pazienti seguiti in follow-up per malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici): sono i grandi numeri dell’Unità operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva della Fondazione Poliambulanza formalmente riconosciuta dalla Regione – con una delibera approvata a luglio – come unico centro bresciano di IV livello (il più alto) per la gestione delle emorragie digestive e delle Mici.
Il riconoscimento
Un riconoscimento condiviso solo con altri otto centri lombardi (Niguarda, Legnano, Policlinico, Humanitas, San Carlo, San Gerardo, Papa Giovanni XXIII e San Matteo). «È motivo di grande soddisfazione», commenta la direttrice Paola Cesaro, «soprattutto perché il riconoscimento si basa su criteri rigorosi come la complessità organizzativa, le competenze cliniche e l’attività svolta nella nostra Unità». Il riconoscimento assume ancora maggiore valore alla luce di un fenomeno in crescita: l’aumento dell’incidenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali. «Le cause sono molteplici - spiega la dottoressa Cesaro -. All’origine troviamo fattori genetici, immunitari e alimentari, ma è sempre più evidente anche il peso dell’ambiente. Inoltre, oggi vi è una maggiore consapevolezza delle Mici, sia da parte della popolazione generale che del mondo medico». L’incidenza stimata è di circa 10 nuovi casi ogni 100mila abitanti all’anno.
Terapie
Patologie come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono croniche, «non si guarisce mai del tutto», precisa Cesaro, «ma le terapie consentono di raggiungere la remissione». Tra i trattamenti più utilizzati figurano le terapie biologiche, somministrate per via endovenosa in ospedale oppure per via sottocutanea, con farmaci autogestiti dai pazienti e dispensati dalla struttura. Da due anni, l’Unità è anche centro per studi clinici internazionali sui farmaci innovativi. «Poter offrire un’opzione terapeutica a pazienti che hanno fallito trattamenti precedenti - spiega - e magari evitare un intervento chirurgico è un valore aggiunto inestimabile». Il modello di gestione dell’Unità è fortemente multidisciplinare, soprattutto per i casi più complessi: «Il nostro team include gastroenterologo, reumatologo, immunologo, dermatologo, oculista, nutrizionista e psicologo. Anche il personale del pronto soccorso è formato per riconoscere queste patologie sin dalle prime fasi».
Tecnologia
Poliambulanza è inoltre sede della Scuola di Specializzazione dell’Università Cattolica - Policlinico Gemelli di Roma. «Ogni anno offriamo due posti di specializzazione a Brescia e la richiesta è in costante aumento». Anche la tecnologia è all’avanguardia: l’Unità utilizza intelligenza artificiale dal 2018 per il riconoscimento delle lesioni precancerose, e ogni sala endoscopica è dotata di strumentazione di ultima generazione. «Abbiamo spesso ricevuto visite da colleghi italiani e stranieri interessati al nostro modello organizzativo».
L’attività diagnostica copre un ampio spettro: gastroscopie, colonscopie, enteroscopie con singolo pallone o con videocapsula, ma anche manometria esofagea e pH-metria esofagea a 24 ore, tradizionale o wireless. Il reparto dispone anche di una sala risveglio post-esame, che permette di eseguire tutte le procedure in sedazione cosciente, una modalità che – come ricorda la direttrice – «fa assopire, elimina il dolore e, in un certo senso, cancella il ricordo dell’esame».
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