La lotta di Maria Vittoria contro l’anoressia è diventata un libro

Daniela Affinita
La ragazza ha deciso di rompere il silenzio sulla sua esperienza con i disturbi alimentari: «Volevo contribuire, anche nel mio piccolo, a chi già fa un lavoro prezioso». Venerdì 13 marzo sarà ospite della trasmissione Teletutto Racconta
Maria Vittoria con il suo libro
Maria Vittoria con il suo libro
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«Sono sicura che la mia storia potrebbe essere quella di molti ragazzi e ragazze. L’anoressia è un mostro silenzioso che si nasconde dietro sorrisi e vite apparentemente normali. Non se ne parla abbastanza e chi la vive spesso si sente solo». Inizia così il racconto di Maria Vittoria Ferrajoli, che ha deciso di rompere il silenzio sulla sua esperienza con i disturbi alimentari nel libro «Anoressia… lo specchio che mentiva agli occhi blu».

Un progetto nato anche con uno scopo solidale: parte del ricavato sarà devoluto alla neonata associazione Ambrosia di Brescia, impegnata nel sostegno a chi affronta i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Maria Vittoria, insieme alla dottoressa Pagani Federica Pagani dell’Asst Spedali Civili di Brescia, saranno ospiti venerdì 13 marzo della puntata di Teletutto Racconta (in onda sul canale 16 del digitale e in streaming su www.teletutto.it).

La storia

Il percorso di Maria Vittoria inizia alla fine della prima media, in un periodo di forte instabilità familiare. La necessità di trovare rapidamente un nuovo appartamento trasforma le giornate in una corsa contro il tempo, tra visite a case e discussioni sempre più frequenti. «In quel periodo cominciai a pensare a cosa sarebbe successo se non avessimo trovato una casa – racconta – vedevo persone senza tetto andando a scuola e mi chiedevo se un giorno anch’io sarei finita “sotto un ponte” come loro».

Pensieri che, con il tempo, si trasformano in ansia e senso di insicurezza e l’attenzione di Maria Vittoria si sposta progressivamente sul corpo, l’unico ambito in cui sente di poter avere controllo. «Nella mia testa suonava continuamente la stessa frase: “Devo dimagrire, devo dimagrire” – spiega – era un modo per difendermi e distrarmi dalle altre preoccupazioni familiari che non sapevo gestire». All’inizio si tratta solo di qualche pasto saltato, poi la situazione peggiora, i pasti diminuiscono sempre di più, fino a scomparire quasi del tutto.

«Non è che non volessi mangiare – racconta – semplicemente non ci riuscivo, ogni volta che mi sedevo a tavola sentivo un nodo alla gola». Per molto tempo Maria Vittoria non parla con nessuno della sua difficoltà, nemmeno con i genitori. Il primo passo arriva grazie a una sua insegnante, alla quale riesce finalmente a confidarsi ed è proprio la professoressa a incoraggiarla a chiedere aiuto e a non affrontare tutto da sola. Con il suo sostegno, Maria Vittoria trova il coraggio di parlare con i genitori, che si attivano subito per cercare un aiuto professionale adeguato. Da quel momento inizia un percorso di supporto con la neuropsichiatra infantile Federica Pagani dell’Asst Spedali Civili di Brescia.

«Il rapporto con la mia dottoressa è stato speciale fin dall’inizio – ricorda – mi colpiva il modo in cui mi ascoltava, non era un ascolto passivo: mi capiva davvero, anche quando non riuscivo a spiegare tutto». Grazie alla terapia Maria Vittoria inizia lentamente a stare meglio. Ma proprio durante il percorso di guarigione matura una nuova consapevolezza: attorno a lei ci sono molte altre persone che stanno ancora combattendo la stessa battaglia. «Mi rendevo conto di quante vite fossero ancora offuscate dall’anoressia – racconta – e questo mi ha fatto nascere il desiderio di fare qualcosa di concreto».

L’occasione arriva quest’anno, quando per un progetto scolastico può scegliere liberamente l’argomento da sviluppare, decide allora di raccontare la propria esperienza e trasformarla in un libro. Scriverlo non è stato facile: «ho pianto sulla tastiera del computer più volte di quante possa ricordare – dice – ma sentivo che era la cosa giusta da fare, volevo rompere il silenzio e dare voce a chi non riesce ancora a farlo».

Il libro diventa così non solo un racconto personale, ma anche uno strumento di sensibilizzazione, l’obiettivo di Maria Vittoria è portare la sua testimonianza nelle scuole, nelle biblioteche e in tutti i luoghi in cui si possa parlare apertamente di disturbi alimentari. «Vorrei far capire che dall’anoressia si può uscire – spiega – e che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza». A questo si aggiunge anche un impegno concreto a sostegno di chi ogni giorno lavora accanto ai ragazzi che soffrono di disturbi dell’alimentazione, tra questi c’è la dottoressa Federica Pagani, che ha dato vita all’associazione Ambrosia, una realtà nata per offrire supporto e aiuto a molti giovani alle prese con queste difficoltà. Proprio a questa associazione, con sede a Brescia, sarà destinata parte del ricavato del libro.

«Volevo contribuire, anche nel mio piccolo, a chi già fa un lavoro prezioso – conclude – e far sentire meno sole le persone che stanno attraversando quello che ho vissuto io». Con coraggio e determinazione, Maria Vittoria Ferrajoli ha trasformato una storia di sofferenza in una testimonianza pubblica, il suo racconto vuole essere un messaggio di speranza per chi è ancora intrappolato nel circolo dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: parlare, condividere e chiedere aiuto è possibile, e può fare la differenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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