Il 95% dei bambini è protetto contro il morbillo e la pertosse

Altro che qualche puntino rosso e un po’ di febbre, malattie come il morbillo e la rosolia possono avere conseguenze gravissime. Ecco perché gli esperti raccomandano di non abbassare la guardia e di non sottovalutare il contributo dei vaccini perché, come sottolinea Deborha Pezzola, al vertice della Struttura complessa Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive del Civile, «è proprio grazie ad essi e al fatto che funzionino bene se di alcuni virus, nel tempo, ci siamo quasi dimenticati.
Se infatti smettessimo di vaccinarci riprenderebbero a circolare. Il meccanismo del resto è semplice: quando cala la copertura vaccinale si assiste a un aumento dei casi di malattia».
Il morbillo in Europa
La questione ai tempi del Covid ha diviso l’Italia. E negli ultimi mesi è sotto i riflettori per via del ripresentarsi di virus, come quello del morbillo, che, complice l’impatto della pandemia sulle immunizzazioni di routine, nel 2023 in Europa ha infettato 58mila persone scatenando l’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa. In Italia nei primi sei mesi del 2024 sono stati notificati 717 casi contro i 44 dell’anno scorso.
I casi nel Bresciano
Nel territorio di Ats Brescia (che comprende tutta la provincia, Valcamonica esclusa) sono 6 (un minore non vaccinato per ragioni di età e 5 adulti) i casi a fronte di un solo episodio registrato nel 2023. Si aggiungono al manifestarsi di altre malattie per le quali sono previste vaccinazioni obbligatorie «alla luce della pericolosità delle loro conseguenze», come la parotite (9 casi da gennaio e 9 in tutto l’anno scorso), la pertosse (5 casi dall’inizio dell’anno, zero nel 2023) e la varicella, con un 2023 caratterizzato da 168 casi (dei quali 145 hanno interessato persone non soggette all’obbligo vaccinale, che è stato introdotto soltanto nel 2017, o bambini non vaccinabili per ragioni di età) e già 121 nel 2024.
Numeri che «non devono farci temere una epidemia – precisa Pezzola –, ma meritano comunque attenzione: più la copertura vaccinale della popolazione è alta, meno rischi ci sono per chi non può sottoporsi al vaccino».
Com’è la copertura in provincia
Nel territorio di Ats Brescia i livelli di copertura vaccinale, relativamente alle vaccinazioni obbligatorie entro i 24 mesi d’età, sono «ottimi», è il commento che arriva dagli uffici di via Duca degli Abruzzi. Con la terza dose di esavalente (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, emofilo) nel primo semestre 2024 risulta vaccinato il 95,3% dei bambini nati nel 2022. Con la prima dose di vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia è coperto il 96,3% dei nati nel 2021.
E ha fatto la prima dose dell’anti-rosolia il 94,7% dei nati nel 2022. Seguiranno richiami a 5 anni (la seconda dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e il quarto richiamo dell’esavalente) e a 11 anni (il quinto richiamo dell’esavalente).
«La copertura vaccinale è molto alta fino ai 24 mesi d’età, cala nei bambini di 5 anni: con loro non si riesce a raggiungere il 95%», racconta Pezzola. Da noi, comunque, la situazione è buona. L’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di Sanità dedicato al morbillo evidenzia infatti che «esistono variazioni, tra le Regioni, con un range, per la prima dose, da 76,2% a 97,8%, e per la seconda a 5-6 anni, da 72,6% a 93,2%».
Numeri da non sottovalutare, dal momento che le persone si spostano e che la nostra provincia, seppur ben coperta, non è una bolla. Da qui la raccomandazione di Pezzola a vaccinarsi «non solo quando è obbligatorio, ma anche quando è raccomandato: penso al Rotavirus, la causa più comune di gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini, e al Papilloma virus, somministrazione che si fa a 11 anni ed è gratuita per le donne fino ai 27 anni.

Importante è non dimenticarsi dei richiami: quello contro la pertosse va ripetuto ogni 10 anni. «Purtroppo – osserva – l’essere umano fatica a percepire l’utilità di ciò che non ha un’efficacia immediata. E finisce vittima dell’infodemia. In rete ciascuno trova quello che cerca: partire con un pregiudizio influenza il risultato. La prevenzione, a tutti i livelli, dovrebbe far parte del nostro stile di vita».
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