Epilessia, ne soffrono 10mila bresciani: «Non ostacola una vita normale»

Oggi si celebra la Giornata internazionale. Pasolini: «Il Centro del Civile ha in carico settemila pazienti»
L’epilessia è un disturbo neurologico cronico che può essere tenuto sotto controllo con i farmaci
L’epilessia è un disturbo neurologico cronico che può essere tenuto sotto controllo con i farmaci
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Di epilessia si parla poco, ma solo nel Bresciano ne soffrono diecimila persone. Ad accendere i riflettori su questa malattia neurologica cronica è la Giornata internazionale che si celebra oggi, 10 febbraio.

E, come sottolinea Mariapia Pasolini, responsabile del Centro regionale per l’epilessia nell’età adulta dell’Asst Spedali Civili di Brescia, «rappresenta l’occasione per sensibilizzare la comunità circa il fatto che, se ben controllata e curata, l’epilessia non costituisce un ostacolo allo svolgimento di una vita normale».

Obiettivi

«L’epilessia - spiega la dottoressa Pasolini, tra l’altro consigliera dell’Ordine dei Medici - è una malattia particolarmente diffusa in Europa: colpisce almeno tra lo 0,5 e l’1% della popolazione». Stando a uno specifico piano d’azione approvato alcuni anni fa dall’Organizzazione mondiale della Sanità, «entro il 2031 - spiega - gli Stati membri devono aumentare almeno del 50%, rispetto al 2021, i servizi per l’epilessia. Inoltre almeno l’80% dei Paesi deve sviluppare una legislazione mirata a promuovere e proteggere i diritti delle persone con questa malattia».

Il Centro regionale per l’epilessia nell’età adulta (afferente alla struttura complessa di Neurologia, dipartimento di Continuità di cura e fragilità) è attivo dalla fine degli Anni Ottanta e ha in carico settemila pazienti. Numeri importanti caratterizzano la sua attività: nel 2024 ci sono stati 500 nuovi accessi e sono state effettuate tremila visite di controllo. Come spiega la dottoressa Pasolini, «chi si rivolge a questo Centro ha la possibilità di sottoporsi a tutte le indagini strumentali di primo e secondo livello necessarie ad effettuare una diagnosi corretta».

Il Cre collabora, inoltre, con il Centro regionale per l’epilessia nell’infanzia e nell’adolescenza (che fa capo alla Neuropsichiatria infantile del Civile): questa sinergia consente di gestire «l’ambulatorio di transizione che facilita il passaggio da un Centro all’altro dei soggetti fragili garantendo agli stessi la continuità di cura e un approccio multidisciplinare di supporto anche alle famiglie. Lo stesso spirito di collaborazione permette, da una decina di anni, alle donne gravide con epilessia di seguire un percorso unico di valutazioni clinico-strumentali ostetriche e neurologiche».

Progresso

Le cure nel tempo sono migliorate moltissimo: «Negli ultimi 30 anni la farmacologia dell’epilessia ha messo a disposizione più di 30 nuove molecole. Esiste, inoltre, la possibilità di sottoporsi a interventi chirurgici mirati. In risposta, infine, alla necessità di decentralizzazione dei soggetti fragili con patologie croniche il nostro Centro sta implementando le televisite. Tramite teleconsulto con i colleghi presenti nelle case di comunità si prospetta, inoltre, il miglioramento delle possibilità di monitoraggio delle terapie».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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