Domus Salutis: cure palliative a domicilio, trend in crescita

Milano, maggio 1983. A margine del Congresso eucaristico nazionale, a cui partecipò Giovanni Paolo II, l’arcivescovo Carlo Maria Martini invitò a mettere in atto opere-segno che sapessero esprimere la presenza eucaristica nella comunità. Madre Eugenia Menni tornò a Brescia con la determinazione a rispondere a quell’appello.
Lo spunto giusto arrivò dalle sorelle che seguivano i malati di cancro: dimessi dalle strutture, avevano bisogno di assistenza perché la fragilità pesava totalmente sulle famiglie.
Così - dopo un viaggio in Inghilterra per visitare una struttura d’eccellenza - sono nati l’Hospice e le cure palliative. A raccontarlo, durante la trasmissione di Teletutto «TT Racconta», è madre Maria Oliva Bufano, superiora generale delle Ancelle della Carità e rappresentante di struttura della Domus Salutis, realtà della Fondazione Teresa Camplani che si occupa anche di riabilitazione.
La Giornata
L’occasione per parlarne è il progetto formativo volto a migliorare le cure palliative domiciliari e a fornire un servizio ancora più attento alle famiglie ricorrendo al «metodo lean» che massimizza il valore abbattendo gli sprechi. Un progetto al quale confluirà il ricavato del concerto di Alberto Fortis organizzato dalla Fondazione Camplani lunedì 11 alle 20.30 al Teatro Borsoni di via Milano 83, in città, con il sostegno di Fineco, per celebrare la Giornata nazionale delle cure palliative (biglietti su Vivaticket.com o nelle biglietterie del Ctb). L’esigenza di investire nei servizi a domicilio - eseguiti da un team di specialisti affiancato da una quarantina di preziosi volontari opportunamente formati - si evince dai dati che raccontano quanto siano alte le richieste di questo «accompagnamento nella malattia – commenta madre Maria Oliva Bufano –, un modo per camminare con il malato e la sua famiglia e sconfiggere insieme la solitudine».
Come fa notare Alessandro Triboldi, direttore generale della Fondazione Camplani, il trend del numero di pazienti ricoverati nell’Unità operativa di Cure palliative è tendenzialmente stabile (c’è stato un contenuto aumento), mentre risulta in crescita marcata quello relativo all’assistenza domiciliare, specie nell’anno in corso grazie anche a fondi Pnrr: erano 168 pazienti nel 2019 saranno 213 circa a fine 2024. Esaminando, poi, l’attività misurata in termini di giornate di assistenza emerge chiaramente il bisogno relativamente alle cure domiciliari, in netta crescita (dalle 9.734 del 2019 alle 13.889 di quest’anno), rispetto all’attività di ricovero che registra una contenuta flessione.
Per sostenere
Chi volesse sostenere il progetto può fare un bonifico bancario intestato a Fondazione della Comunità Bresciana Ente Filantropico (Iban: IT55B0306909606100000009608, causale: Fondo Camplani CPDom).
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