Salute e benessere

Perché non si deve mai fare la doccia con le lenti a contatto

Il dottor Gatta: «Si rischia una delle infezioni oculari più temute, quella provocata dall’Acanthamoeba, che nei casi più gravi può rendere necessario il trapianto di cornea». Il primario dell’Istituto S. Anna mette in guardia dall’uso scorretto delle lenti a contatto
Le lenti a contatto non sono accessori, ma dispositivi medici
Le lenti a contatto non sono accessori, ma dispositivi medici

In estate aumenta l’utilizzo delle lenti a contatto, scelte da molti come alternativa pratica agli occhiali da vista. Vento, sabbia, salsedine e cloro rendono, però, necessario qualche accorgimento: «Le lenti a contatto sono dispositivi medici e non semplici accessori. Trattarle con cura significa proteggere la salute dei propri occhi», ricorda, a tal proposito, Gianpaolo Gatta, responsabile dell’Unità operativa di Oculistica dell’Istituto Clinico S. Anna di Brescia.

Gianpaolo Gatta, responsabile dell’Unità operativa di Oculistica dell’Istituto clinico S. Anna
Gianpaolo Gatta, responsabile dell’Unità operativa di Oculistica dell’Istituto clinico S. Anna

Dottor Gatta, quali sono, innanzitutto, i vantaggi delle lenti a contatto rispetto agli occhiali da vista?

Le lenti a contatto rappresentano una valida alternativa agli occhiali per la correzione di difetti di vista, come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Sicuramente offrono una visione più naturale rispetto all’occhiale, senza limitazioni del campo visivo. Sotto il profilo della comodità, non si appannano e risultano pratiche durante l’attività sportiva. Inoltre consentono di indossare occhiali da sole senza dover ricorrere a lenti graduate.

E sotto il profilo visivo?

Sono la soluzione migliore quando esiste una differenza significativa di gradazione tra i due occhi (anisometropia). In questi casi gli occhiali possono essere poco tollerati perché producono immagini di dimensioni diverse tra un occhio e l’altro, mentre le lenti a contatto permettono una visione più confortevole.

Negli ultimi anni sono stati fatti grandi progressi anche in questo campo. Quali vantaggi offrono le lenti a contatto di ultima generazione?

La tecnologia ha compiuto enormi passi avanti. Le prime lenti morbide erano realizzate principalmente in idrogel, un materiale che garantiva un buon comfort ma consentiva un passaggio limitato di ossigeno alla cornea. Oggi la maggior parte delle lenti è prodotta in silicone-idrogel, un materiale innovativo che permette una maggiore ossigenazione dell’occhio pur mantenendo elevati livelli di comfort. Questo ha contribuito a ridurre molte delle complicanze legate all’utilizzo prolungato delle lenti, come rossore, edema corneale e fenomeni di ipossia. Tuttavia, è importante ricordare che nessuna lente può compensare un utilizzo scorretto.

A proposito di utilizzo scorretto, quali sono gli errori più frequenti che vede fare ai suoi pazienti?

Molte persone dormono con le lenti a contatto, le utilizzano oltre il periodo consigliato, non si lavano accuratamente le mani prima di manipolarle oppure le risciacquano con acqua del rubinetto. Un altro errore frequente è rabboccare la soluzione disinfettante nel portalenti invece di sostituirla. Queste abitudini aumentano il rischio di infezioni oculari.

Perché non bisognerebbe mai dormire con le lenti a contatto?

Le lenti devono essere rimosse prima di andare a letto. Durante il sonno avendo gli occhi chiusi la cornea riceve meno ossigeno e la presenza della lente riduce ulteriormente questo apporto. Ciò favorisce irritazioni, infiammazioni e aumenta molto il rischio di infezioni corneali. L’unica eccezione sono le lenti a contatto utilizzate nell’ortocheratologia.

Se, al mattino, ci si rende conto di aver dormito con le lenti a contatto cosa si deve fare?

La prima cosa è non farsi prendere dal panico. D’istinto si sarebbe portati a togliere subito le lenti, ma così si rischia di lesionare l’epitelio corneale. È meglio applicare alcune gocce di lacrime artificiali, che chi usa le lenti a contatto dovrebbe sempre avere in casa, ripetendo l’operazione tre o quattro volte a distanza di due o tre minuti. Successivamente si può chiudere la palpebra e massaggiarla delicatamente con i polpastrelli. Quando l’occhio non appare più così secco e la lente torna a muoversi liberamente, la si può rimuovere con cautela. Se l’occhio è arrossato o infiammato, è consigliabile evitare di indossare nuovamente le lenti per il resto della giornata. Se, invece, compaiono dolore o vista annebbiata, potrebbe esserci una lesione dell’epitelio corneale: in questo caso è opportuno rivolgersi a un oculista.

Attenzione a sabbia, vento e acqua del mare
Attenzione a sabbia, vento e acqua del mare

Si può fare il bagno al mare o in piscina indossando le lenti a contatto?

Assolutamente no. L’acqua del mare, della piscina, del lago o delle docce può contenere batteri, funghi e altri microrganismi che possono aderire alla lente e provocare infezioni oculari molto serie e difficili da controllare, anche con gli antibiotici di ultima generazione. Tra queste esistono anche infezioni potenzialmente molto gravi per la vista.

E la doccia con lenti, si può fare?

Assolutamente no. Tra le infezioni oculari più temute c’è quella provocata dall’Acanthamoeba, un protozoo presente nell’acqua corrente, nelle fontane e nelle piscine. Non si tratta né di un virus né di un batterio, ma di un microrganismo che può annidarsi nelle lenti a contatto e proliferare fino a provocare gravi lesioni della cornea, in alcuni casi anche perforazioni. La diagnosi è spesso rapida: i pazienti, portatori di lenti a contatto, sono distrutti dal dolore.

Come si cura una simile infezione?

Innanzitutto si preleva e si analizza il tessuto infetto per identificare con precisione il microrganismo responsabile. La terapia si basa sull’impiego di antisettici e dura tre mesi. Nei casi più gravi, quando l’infezione provoca danni importanti alla cornea, può rendersi necessario un trapianto urgente.

Quindi mai fare la doccia con le lenti. Ma se, inavvertitamente succede, come bisogna comportarsi?

Meglio buttare via subito le lenti.

E cosa bisogna fare, invece, se entra sabbia, acqua di mare o acqua con cloro nell’occhio mentre si indossano le lenti?

È fondamentale non strofinare l’occhio. Si deve rimuovere la lente, risciacquare l’occhio con soluzione fisiologica sterile o lacrime artificiali e valutare se il fastidio si risolve. Se persistono dolore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo o visione annebbiata è opportuno rivolgersi il prima possibile all’oculista per escludere abrasioni corneali o infezioni.

Servono accorgimenti particolari quando ci si trucca e si indossano le lenti?

Sì, è opportuno adottare qualche precauzione. Per esempio, è meglio evitare di applicare la matita sulla rima interna della palpebra. Anche il mascara va utilizzato con attenzione: alcuni prodotti possono rilasciare piccoli detriti che finiscono sulla superficie dell’occhio o sulla lente a contatto, provocando irritazioni. Se si decide di usarlo, è consigliabile scegliere prodotti di buona qualità e specifici per occhi sensibili. L’ombretto, invece, può essere applicato senza particolari controindicazioni.

Le lenti usa e getta possono essere utilizzate più giorni?

Assolutamente no. Sono fatte per durare poco.

In linea generale, quali sintomi devono far temere un’infezione o una complicanza?

Dolore oculare, arrossamento persistente, aumento della sensibilità alla luce, secrezioni, lacrimazione eccessiva e riduzione della vista. In presenza di questi sintomi è importante rimuovere immediatamente le lenti e richiedere una valutazione specialistica. In questi casi è importante non gettare le lenti a contatto dopo averle rimosse, ma conservarle insieme al portalenti e alla soluzione utilizzata.

Perché?

Qualora si sospetti un’infezione, questi materiali possono essere analizzati in laboratorio per identificare l’eventuale microrganismo responsabile e guidare il trattamento più appropriato.

In generale cosa consiglia a chi parte per le vacanze e ha intenzione di utilizzare le lenti a contatto?

Ritengo possa essere utile mettere in valigia un paio di occhiali di riserva, alcune lenti aggiuntive e una confezione di lacrime artificiali. In caso di occhio rosso o dolorante, meglio rinunciare alle lenti per qualche giorno che rischiare una complicanza che potrebbe compromettere la vista.

Ci ricorda come si applicano correttamente le lenti a contatto?

La prima regola è lavarsi accuratamente le mani ed asciugarle bene. La lente va prelevata delicatamente dal blister o dal portalenti e appoggiata sul polpastrello dell’indice. Va inserita, ovviamente, nel verso corretto: osservandola di profilo, deve avere la forma di una piccola ciotola con i bordi verso l’alto. Verificato questo aspetto, la si può applicare: con il dito medio della stessa mano si abbassa la palpebra inferiore, mentre con l’altra mano si solleva quella superiore. A questo punto si appoggia piano la lente sulla superficie dell’occhio, guardando dritto davanti a sé o leggermente verso l’alto. Dopo l’applicazione è sufficiente chiudere lentamente l’occhio e sbattere le palpebre alcune volte, per permettere alla lente di posizionarsi correttamente.

Infine, un messaggio a chi usa le lenti con leggerezza?

Le lenti a contatto non sono prodotti cosmetici, ma veri e propri dispositivi medici. Un uso scorretto può infatti provocare problemi anche seri agli occhi: è meno rischioso sottoporsi a un intervento laser per correggere la miopia che utilizzare male le lenti a contatto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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