«Cari genitori», cos’è l’adolescenza lunga e perché richiede più guida
Cari genitori, nelle società complesse l’adolescenza è un’epoca delicata e problematica, caratterizzata da comportamenti rischiosi. A livello mondiale, sappiamo che la mortalità giovanile incide per il 35% e le cause più frequenti di morte tra i 15 e i 19 anni, dopo gli incidenti stradali, sono le condotte violente e i comportamenti autolesivi.
Ora il problema degli adulti è quello di esserci pienamente come educatori accanto all’adolescenza ed essere capaci di attendere che si concluda questo tempo perché «La neve e l’adolescenza sono i soli due problemi che spariscono solo sapendo aspettare il tempo sufficiente». Così scriveva qualche anno fa Nature, il magazine americano di Neuroscienze.
Una lunga fase di crescita
Diceva infatti che in adolescenza il processo di maturazione di alcune aree cerebrali non si conclude prima dei 24-25 anni. Nel frattempo il sistema di controllo degli adolescenti è scarso o inefficiente.
Usando una metafora, potremmo dire che gli essi sono come alla guida di una potente automobile, viaggiano a gran velocità con l’acceleratore al massimo, ma hanno i freni difettosi. Sono insomma, in una sorta di costante squilibrio: attività cerebrale elevata e sistema frenante inadeguato.
Le ragioni sono date dalla ritardata maturazione di alcune aree cerebrali, il che fa sì che i giovani di oggi nel lungo tempo del transito dall'infanzia all'età adulta attraversano una fase di scarsa capacità emozionale perché è carente la gestione delle emozioni mentre prevale l’impulsività. Soprattutto manca l’educazione alle emozioni e ai sentimenti e li facciamo crescere valorizzando più di tutto le competenze cognitive a scapito di quelle emotive.
Il ruolo degli adulti
Gli studi di Nature, sintesi di numerosi lavori scientifici, ci dicono che l’adolescenza lunga è una fase problematica a cui, come adulti, dovremmo dedicare più attenzione e una quantità maggiore di programmi di prevenzione per il contenimento sociale dei rischi.
Le ricerche, ad esempio, ci dicono che è fondamentale modificare gli atteggiamenti degli adulti di riferimento, a partire dall’idea che l’adolescente è in genere carente di autocontrollo.
Ma è dell’adulto il compito di esercitare sorveglianza in questo periodo della vita, così come fa l’istruttore di guida che per insegnare a guidare sta a fianco e usa l’autorevolezza e i doppi comandi, in particolare i freni per evitare incidenti a chi è alla guida.
E serve anche che gli adulti siano in grado di esercitare una buona capacità normatività con la quale, insieme alla coerenza educativa possa passare anche attenzione partecipata e calore affettivo.
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