Cari genitori, voglio parlarvi di una cosa importante che accade in adolescenza e si annuncia con una frase: «Quest’anno non vengo in vacanza con voi». Si tratta di una dichiarazione di autonomia che in altre parole significa «sono cresciuto e voglio mettermi alla prova» che però è più una prova per i genitori ancora non pronti per i cambiamenti.
Lasciarli andare fuori dal nido
Attorno ai 14-15 anni, li vedono cresciuti, ma faticano a lasciarli andare fuori dal nido. Così sono ambivalenti. Li vogliono grandi ma temono che i «pargoli» non siano in grado di farcela. Hanno paura dei pericoli (che pur ci sono) ma li ingigantiscono e entrano in ansia più del dovuto.
Dovrebbero essere, invece, contenti. Perché è più preoccupante che i figli continuino ad andare in vacanza con i genitori. Potrebbe voler dire che non amano esplorare il mondo o, peggio, che hanno paura di crescere. Di certo l’autonomia è una conquista graduale, che gli adulti devono favorire e accompagnare perché è il compito dei compiti in questa fase sche è quello di separarsi dalla famiglia e dall’infanzia.
Accompagnare la conquista dell’autonomia
Che dirvi allora?
- Per prima cosa accettate la sfida che vi lancia vostro figlio che dice «Sono cresciuto e voglio fare da solo». Ora deve imparare a nuotare e va messo in acqua anche a rischio di bere
- Un viaggio che bisogna fare per gradi e voi genitori dovreste capire se è più o meno pronto anche pensando a come ha reagito quando gli avete chiesto esperienze di autonomia
- Adesso cercate di sostenere questo progetto anche se non vi sentite pronti per accettare che i vostri figli preferiscano stare con gli amici più che con voi
- Accettate allora le proposte e i loro progetti. Verificate se c’è un piano che hanno gia fatto e esprimete i vostri dubbi se ne avete ma. Aiutateli a trovare soluzioni per le difficoltà
- Contenete la preoccupazione che abbiano preparato la maglietta della salute ma non fate voi la loro valigia. È bene che ci pensino da soli e si accorgano a loro spese degli errori.
- Definite modalità e tempi per le comunicazioni con voi e suggerite l’abituale messaggistica o una chat di famiglia ma accordatevi sulla frequenza e chiedete che siano loro a darvi notizie
- Non date la vostra carta di credito, ma fate con loro un piano economico in cui sarà fissato un budget e fate insieme ipotesi sulle spese ordinarie e su quelle straordinarie
- Precisate che, esaurite in maniera anticipata le disponibilità economiche, il rischio sarà quello di tornare prima a casa
- E poi al rientro accettate anche che loro vi raccontino quello che desiderano. E voi non mettetevi a fare interrogatori di 3° grado.



