Salute e benessere

«Cari genitori», il senso del limite si insegna fin da piccoli

La tragedia dei tre 17enni morti in un canale a Senago dopo una serata in discoteca riporta al centro la riflessione sul senso di responsabilità. Regole e divieti da soli non bastano: bambini e adolescenti devono imparare a comprenderne il significato e le conseguenze
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«Cari genitori», il senso del limite

Cari genitori, parliamo ancora del limite o meglio del senso del limite nei figli. Partirei da quel fatto tragico di quei nove adolescenti che al rientro dalla discoteca, tutti sulla stessa auto, finiscono in un canale a Senago e tre di loro trovano la morte.

Sappiamo subito che il 19enne alla guida aveva bevuto, anche poco, ma come sanno bene i neopatentati e anche gli adulti fino a 21 anni, non è ammesso neanche un goccio.

Quindi non è l’ignoranza che mette a rischio, come un po’ tutti quei ragazzi tra i 17 e i 22 anni sapevano di certo che non ci si mette in nove in una macchina.

Incidente mortale a Senago - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Incidente mortale a Senago - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Quando il limite non viene riconosciuto

Allora che cos’è? Di cosa si tratta? Bravate? Trasgressioni? No. Temo che la colpa sia di una comunità educante che magari dice no e pone divieti, ma non fa crescere il senso del limite. Il problema sta lì.

Perché non basta dire parole su parole, serve aiutarli a capire con la loro testa dove ci si deve fermare. E soprattutto se si pone un divieto o una regola bisogna farla osservare. Il senso del limite si costruisce nel tempo, ci vuole tempo per crescere e le regole vanno poste con gradualità e vanno condivise. Se non c’è condivisione le regole non si osservano.

Come educare al senso del limite

Allora per fare sviluppare il senso del limite direi:

  1. Smettiamo di giustificare un’azione trasgressiva. Basta dire «è stata una bravata». Perché non sono azioni «brave» le azioni che feriscono o le parole offensive. Queste vanno sempre riprese, rimproverate o anche sanzionate. Senso del limite e senso di responsabilità stanno insieme e vanno educati.
  2. Cominciamo con il porre regole comprensibili, discuterne anche con i bambini, quindi iniziare presto: non solo dire no, ma spiegarne la funzione delle regole che sono limiti ma hanno la funzione di proteggere.
  3. Dialoghiamo con i bambini e gli adolescenti non appena ogni limite viene superato, prendiamoci il tempo per discutere delle conseguenze che ci possono essere. Quando indichiamo ai figli i limiti alle azioni, o il confine oltre il quale non è possibile andare, possiamo provare a negoziare la regola e a trovare con loro quali sanzioni applicare.
  4. Più che dire solo «No» ad una richiesta di andare oltre un limite, ovvero una concessione particolare o un rientro più tardi del solito, potrebbe servire un «Sì ok, ma…» e aprire una negoziazione fino a trovare un compromesso.
  5. Oltre alla negoziazione che è l’arte di scendere a patti e convincere, cioè vincere insieme, c’è l’esempio che conta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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