Quella del 2026 verrà ricordata come una delle estati più calde degli ultimi decenni, non solo per le temperature elevate, ma soprattutto per la durata dell'ondata di calore, che ormai da settimane interessa tutto il paese.
Per chi lavora alla guida di un camion, trascorrendo molte ore in cabina, il caldo non rappresenta soltanto un disagio, ma un vero fattore di rischio per la salute e per la sicurezza sulle strade. Ne parliamo con il dottor Enrico Quaggiotti, medico di medicina generale, che spiega come affrontare le giornate più torride senza mettere a rischio il proprio benessere.

Dottor Quaggiotti, questa estate è diversa dalle altre?
«Direi proprio di sì, non è soltanto una questione di temperature molto elevate, il vero problema è la persistenza del caldo. Da oltre un mese conviviamo con valori ben superiori alla media e, secondo le previsioni, continuerà così ancora per diverse settimane. Il nostro organismo riesce ad adattarsi al caldo, ma quando l'esposizione è così prolungata aumenta il rischio di disidratazione e di affaticamento. Per questo oggi la prevenzione diventa fondamentale».
Per chi guida un camion quali sono i rischi maggiori?
«L'abitacolo di un mezzo pesante può diventare un ambiente estremamente caldo, se il camion rimane fermo al sole, la temperatura interna può raggiungere anche i 50 gradi. Entrare in una cabina così calda significa sottoporre il corpo a uno stress importante, la conseguenza principale è la perdita di liquidi attraverso la sudorazione, ma insieme all'acqua perdiamo anche sali minerali indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo».
Cosa succede quando il corpo si disidrata?
«La disidratazione non provoca soltanto sete, può determinare un abbassamento della pressione arteriosa, stanchezza, riduzione della concentrazione, rallentamento dei riflessi, disturbi della vista, vertigini e perfino sensazione di svenimento. Tutti sintomi che, mentre si è alla guida di un mezzo pesante, possono diventare estremamente pericolosi».
Come si può prevenire tutto questo?
«La prevenzione inizia prima ancora di salire sul camion, è importante fare una colazione completa, ricca di frutta e di liquidi. Poi bisogna continuare a bere durante tutta la giornata, senza aspettare di avere sete, la sete, infatti, è già un campanello d'allarme che indica un iniziale stato di disidratazione».
Quanto bisogna bere?
«Il consiglio è assumere acqua regolarmente, indicativamente ogni ora, anche con piccoli sorsi, è preferibile scegliere acqua o bevande facilmente digeribili. Vanno invece limitate le bibite gassate, molto zuccherate o ghiacciate e naturalmente bisogna evitare completamente gli alcolici, che favoriscono ulteriormente la disidratazione e riducono la capacità di attenzione».
Esistono segnali che devono far capire al conducente che è arrivato il momento di fermarsi?
«Certamente, se compaiono giramenti di testa, vista offuscata, forte stanchezza, nausea, difficoltà a mantenere la concentrazione o crampi muscolari, bisogna fermarsi appena possibile in sicurezza. Continuare a guidare in queste condizioni significa mettere a rischio non solo se stessi ma anche gli altri utenti della strada».

Un altro problema riguarda le tante ore trascorse seduti.
«È vero, gli autotrasportatori passano molte ore consecutive seduti e questo rallenta la circolazione del sangue negli arti inferiori. Col tempo possono comparire insufficienza venosa, gonfiore alle gambe, pesantezza e un aumento del rischio di problemi circolatori».
Cosa consiglia durante le soste?
«Ogni volta che è possibile bisognerebbe alzarsi e camminare qualche minuto, anche semplici esercizi possono fare la differenza, ad esempio, sollevarsi ripetutamente sulle punte dei piedi oppure fare qualche passo. Sono movimenti molto semplici che attivano la cosiddetta pompa muscolare del polpaccio e favoriscono il ritorno del sangue verso il cuore, riducendo il ristagno venoso».
Questi consigli valgono solo per gli autotrasportatori?
«Assolutamente no, riguardano tutte le persone che trascorrono molte ore sedute, come gli impiegati, ma anche chi lavora a lungo in piedi, penso alle commesse, agli operatori sanitari o a chi svolge attività nei negozi. Muoversi regolarmente è una regola valida per tutti».
Anche l'alimentazione gioca un ruolo importante.
«Moltissimo, chi guida deve rimanere vigile e una digestione pesante non aiuta. Per questo consiglio pasti semplici e facilmente digeribili come frutta, verdura, carne bianca, pesce e cereali sono gli alimenti migliori durante i mesi estivi».

Meglio fare pasti abbondanti o piccoli spuntini?
«Senza dubbio piccoli pasti distribuiti durante la giornata, uno yogurt, un frutto, qualche biscotto o una fetta di pane con marmellata permettono di mantenere costante l'energia senza appesantire la digestione. Dopo un pranzo troppo abbondante aumenta inevitabilmente la sonnolenza, e questo alla guida rappresenta un rischio».
Un alleato importante è l'aria condizionata. Come va utilizzata?
«L'aria condizionata è fondamentale, ma va usata con equilibrio, non bisogna trasformare la cabina in un frigorifero. L'ideale è mantenere una temperatura intorno ai 24 gradi e soprattutto eliminare l'umidità. Uno sbalzo termico troppo marcato tra l'esterno e l'interno del veicolo può favorire raffreddamenti, infiammazioni delle prime vie respiratorie e, nei casi più importanti, anche problemi a carico del nervo facciale».
C'è un errore che vede fare spesso durante l'estate?
«Molti bevono poco pensando di evitare le soste oppure aspettano di avere sete, altri consumano pasti troppo abbondanti o ricorrono a bevande molto fredde. Sono abitudini che, con temperature così elevate, possono aumentare il senso di malessere. Bastano invece poche semplici regole per affrontare il caldo in maniera molto più sicura».
Qual è il messaggio che vuole lasciare agli autotrasportatori?
«Chi guida un camion svolge un lavoro fondamentale e di grande responsabilità, prendersi cura della propria salute significa anche aumentare la sicurezza sulle strade. Bere con regolarità, mangiare leggero, fermarsi durante il viaggio per muoversi qualche minuto e utilizzare correttamente l'aria condizionata sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza. In un'estate eccezionale come quella del 2026, la prevenzione è il miglior compagno di viaggio».



