Le giornate estive invitano a uscire e godersi il sole, ma per gli anziani il caldo può trasformarsi in un pericolo nascosto. Il dottor Angelo Bianchetti, direttore del reparto di Riabilitazione specialistica polifunzionale della Domus Salutis e consigliere dell’Ordine dei Medici di Brescia, ci guida tra rischi e strategie pratiche per vivere la bella stagione in sicurezza, senza rinunciare al benessere e alla socialità.
Dottor Bianchetti, quali sono i principali rischi per la salute degli anziani durante l’estate?
L’estate porta benefici, ma anche rischi significativi per le categorie più fragili della popolazione, in particolare bambini piccoli e anziani. Per questi ultimi, intesi come persone con almeno 75-80 anni o soggetti più giovani con malattie croniche, disabilità e terapie farmacologiche complesse, i pericoli sono diversi. Caldo e umidità possono favorire disidratazione, colpo di sole e colpo di calore. È fondamentale prestare attenzione anche alla conservazione dei cibi, soprattutto se i pasti vengono preparati in anticipo e consumati più tardi. Non vanno sottovalutati nemmeno i rischi legati alla solitudine: con i familiari in ferie e i luoghi di ritrovo vuoti, gli anziani possono sentirsi isolati. Inoltre, l’estate è spesso il periodo in cui avvengono cambi di badante, un passaggio che richiede tempo e adattamento.
Come ci si accorge che una persona anziana sta andando incontro a disidratazione?
Negli anziani la disidratazione può verificarsi anche senza la comparsa della sete. I segnali a cui prestare attenzione includono pelle molto secca, fino a rompersi, mucose secche e riduzione della quantità di urina. Possono comparire anche stanchezza eccessiva, confusione e sonnolenza, sintomi che talvolta vengono interpretati erroneamente. Vi possono anche essere fenomeni di abbassamento della pressione
Che differenza c’è tra il colpo di sole e il colpo di calore?
Il colpo di sole (detto anche insolazione) è meno frequente e si verifica a seguito dell’azione diretta dei raggi solari sulla testa nuda per un tempo prolungato, anche in presenza di ventilazione. I sintomi principali includono eritemi (arrossamento della pelle esposta) con pelle calda, mal di testa, vertigini, occhi rossi e fotofobia e, nei casi più gravi, svenimento. Il colpo di calore, invece, è legato a un ambiente caldo e si accompagna spesso alla disidratazione. Il segno più evidente è l’aumento della temperatura corporea: la persona appare calda, come se avesse la febbre, e può manifestare confusione, sonnolenza o agitazione. Altri segnali includono difficoltà nell’equilibrio, tachicardia, respirazione accelerata, abbassamento della pressione, cefalea, nausea, vomito e, nei casi più gravi, perdita di coscienza.
Quali comportamenti possono prevenire questi rischi?
È importante che gli anziani stiano in ambienti freschi ed evitino di uscire al sole nelle ore più calde. In casa, le finestre vanno aperte la mattina presto e la sera, mentre durante il giorno le imposte devono restare socchiuse. L’uso di ventilatori e aria condizionata è consigliato, ma con cautela per evitare sbalzi termici tra le stanze. Quando si esce, sono utili cappelli e occhiali scuri. I vestiti chiari in tessuti naturali aiutano a mantenere la temperatura corporea. Rinfrescare polsi e viso può essere d’aiuto. Chi vive in una casa calda può anche frequentare spazi comunitari come centri diurni, centri sociali, bar o supermercati, trovando sollievo dal caldo e occasioni di socializzazione. Chi volesse approfondire questa tematica può cercare il Piano Caldo sul sito di Ats Brescia.
Consigli per l’alimentazione?
È consigliabile bere regolarmente acqua, tisane e tè, evitando acqua ghiacciata che può causare uno shock termico all’organismo. Per i pasti, è preferibile consumare cibi freschi, soprattutto frutta e verdura, che aiutano a reintegrare vitamine, minerali e liquidi persi con la sudorazione. Le vellutate fredde sono un’ottima alternativa leggera e nutriente. Non devono mancare le proteine. Queste possono essere assunte attraverso carne magra, pesce e uova.

Meglio evitare cibi troppo elaborati come arrosti, intingoli, fritti e insaccati, che appesantiscono la digestione e aumentano la produzione di calore interno. Pasta e riso sono consigliati, ma con moderazione. Alcolici e bevande zuccherate vanno evitati. Al contrario, gelati, spremute e centrifugati sono un buon alleato per idratare.
Farmaci e alte temperature possono rappresentare una combinazione pericolosa?
Alcuni farmaci possono aumentare il rischio di disidratazione o mascherarne i segni. Tra questi, diuretici, farmaci per abbassare la pressione e lassativi. È fondamentale, però, non modificare mai il dosaggio senza il controllo del medico, per evitare rischi per la salute.
L’estate può rappresentare anche un’opportunità. In che senso?
Il sole favorisce la sintesi di vitamina D e melatonina, fondamentali per il benessere fisico e psicologico. Approfittare della bella stagione per passeggiate mattutine o serali è consigliabile: il movimento aiuta la circolazione e mantiene attivi i muscoli. Chi se la sente può dedicarsi al nuoto, che migliora la resistenza e favorisce il ritorno venoso. L’estate offre anche occasioni di benessere psicologico: trascorrere tempo nella natura e socializzare con gli altri aiuta l’equilibrio mentale. Nel nostro territorio non mancano le proposte: cinema all’aperto, conferenze e serate danzanti sono opportunità da cogliere per vivere la stagione in modo attivo e piacevole.




