Foglietto illustrativo elettronico, prevenzione che passa anche dalla salute orale e terapie digitali come nuove frontiere della cura. Sono alcune delle sfide affrontate durante la recente assemblea annuale dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia, occasione nella quale il presidente Francesco Rastrelli ha tracciato la direzione verso «una sanità più moderna, più integrata e più vicina ai cittadini».
Al centro dell’incontro il ruolo del farmacista, indicato come «figura sempre più strategica all’interno del Servizio sanitario nazionale grazie alla competenza professionale, alla capacità di innovare e alla responsabilità sociale». Un presidio di prossimità chiamato oggi non soltanto a dispensare farmaci, ma anche a orientare i cittadini tra nuove tecnologie, prevenzione e servizi sanitari sempre più digitalizzati.

«Brescia, in questa costante e inarrestabile evoluzione, rappresenta un laboratorio», ha detto Rastrelli, delegato dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani (Fofi) a rappresentare la professione nei tavoli istituzionali e scientifici che stanno affrontando progetti strategici. Uno di questi concerne lo sviluppo del foglietto illustrativo elettronico.
Verso il foglietto illustrativo elettronico
Come spiega Rastrelli, «è l’evoluzione digitale del tradizionale “bugiardino” cartaceo. Una versione interattiva, sempre aggiornata e facilmente consultabile, progettata per migliorare la comprensione e l’accesso alle informazioni sui medicinali».
L’obiettivo è superare i limiti del formato cartaceo, spesso complesso e difficilmente leggibile, offrendo al cittadino «uno strumento più chiaro, accessibile e personalizzabile. Il foglietto elettronico – aggiunge – potrà infatti essere consultato tramite smartphone, tablet o computer, consentendo aggiornamenti in tempo reale su indicazioni, controindicazioni, interazioni e modalità d’uso del farmaco». Il ruolo del farmacista in questa sfida consisterà nell’aiutare il paziente ad accedere al servizio.
Avanti con la prevenzione
Il secondo progetto sul tavolo riguarda la prevenzione: Rastrelli partecipa al Comitato scientifico multidisciplinare nazionale sulla salute orale e sistemica. Nel dettaglio «le evidenze scientifiche dimostrano che le infezioni gengivali e la proliferazione batterica nel cavo orale possono contribuire a processi infiammatori sistemici, aumentando il rischio di patologie croniche e degenerative – spiega il presidente –. In questo contesto, la prevenzione orale non è più un tema estetico, ma un vero pilastro della salute generale. E il farmacista può contribuire a sensibilizzare la comunità in tal senso».
Con la consapevolezza che «investire sulla salute orale significa prevenire malattie complesse e, anche, ridurre i costi a carico del Servizio sanitario nazionale».
Verso le terapie digitali
La terza sfida concerne le terapie digitali: Rastrelli ha informato l’assemblea di essere coinvolto anche in questo tavolo nazionale per la valutazione di «strumenti terapeutici innovativi basati su software, in grado di migliorare la gestione di alcune patologie e l’aderenza alle cure. In questo contesto, la farmacia potrà diventare un punto di riferimento per accompagnare il paziente in un percorso di cura sempre più personalizzato e tecnologico».
A questi maxi progetti si aggiungono le sfide più concrete, che dovrebbero fare passi avanti già nei prossimi mesi. Riguardano i servizi di telemedicina nel contesto del Ssn, la ricetta per i pazienti cronici con durata di 12 mesi e il dossier farmaceutico nel Fascicolo sanitario elettronico.
Sos carenza di farmacisti
Infine il tema più delicato: il calo delle vocazioni da parte dei giovani nei confronti della professione: «In Italia si sono iscritti ai corsi di laurea 2026, mille studenti in meno su una media di 4.500. Già adesso non è sempre facile trovare personale, figuriamoci in futuro».
Rastrelli spiega che «per comprendere meglio il fenomeno in atto da tempo è stato istituito un Osservatorio-Laboratorio permanente, con il compito di promuovere e sostenere l’attività dell’Ordine nel campo dell’orientamento dei giovani verso i percorsi universitari e professionali».

«Tra le attività è stata strutturata una prima indagine nazionale a cui hanno risposto 958 studenti di Farmacia dalla quale emerge che esiste una solida base di interesse verso la professione, accompagnata tuttavia da una crescente distanza tra aspettative, percezione del mercato e traiettorie reali di inserimento lavorativo».
Nel complesso, conclude, «l’indagine evidenzia una tensione centrale, gli studenti mostrano progettualità e interesse per la professione, ma non trovano nel contesto percepito un supporto adeguato alle proprie aspettative e aspirazioni. Ne deriva una chiara indicazione per noi tutti: rafforzare precocemente la comunicazione istituzionale sulle opportunità concrete della professione, riallineare formazione e sbocchi occupazionali e lavorare sulla dimensione identitaria della Farmacia dei Servizi come leva strategica per il futuro della professione».




