L’appello dell’Avis a donare sangue in vista delle Olimpiadi invernali

Il presidente provinciale Piovani: «È un buon anno, abbiamo raccolto 1.500 sacche in più del 2024, avanti così»
Una donazione del sangue -  © www.giornaledibrescia.it
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Un anno da incorniciare, ma senza adagiarsi. Le sacche di sangue e plasma raccolte nel 2025 (da gennaio a fine novembre) sono aumentate di quasi 1.500 unità rispetto al 2024, segno che la solidarietà nella nostra provincia continua a scorrere forte. Eppure, il traguardo non basta. L’Avis lancia, quindi, un appello: è fondamentale continuare a donare.

La stagione fredda deve ancora entrare nel vivo e, con il picco influenzale atteso tra fine dicembre e inizio gennaio e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina alle porte, servono scorte adeguate per garantire risposte pronte alle eventuali emergenze.

«Dobbiamo mantenere alto il ritmo delle donazioni – spiega il presidente dell’Avis provinciale Francesco Piovani –. Come sempre ottobre e novembre sono mesi cruciali, perché ci permettono di creare una riserva in previsione dell’inverno, quando l’influenza e gli altri malanni di stagione costringeranno a casa anche molti dei nostri donatori abituali. In più, quest’anno la Regione ci ha chiesto di aumentare le scorte in vista dei Giochi olimpici invernali, che si terranno dal 6 al 22 febbraio a Milano e Cortina d’Ampezzo. In caso di necessità dovremo rispondere “presente”. Ci stiamo, quindi, dando da fare affinché il ritmo delle donazioni prosegua spedito: un anno fa al 30 novembre avevamo raccolto 56.131 sacche di sangue e plasma, nel 2025 alla stessa data sono già 57.602».

Una sacca di sangue - © www.giornaledibrescia.it
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Per sensibilizzare

È in questo contesto che si inserisce la campagna natalizia «La gioia del dono» lanciata dall’Avis regionale per ricordare che il gesto più prezioso che possiamo fare non è sotto l’albero, ma tra le mani di chi aspetta un aiuto concreto. La campagna – come spiegano gli organizzatori – nasce per rimettere al centro la bellezza di un gesto semplice, gratuito e potentissimo: donare sangue o plasma.

In un momento storico che chiede più vicinanza e responsabilità, Avis invita tutti a riconoscere nella donazione un atto che supera l’individualità e costruisce comunità. Donare significa esserci per qualcuno, anche senza conoscerlo, e trasformare un piccolo gesto in un grande atto d’amore verso la collettività.

«Il Natale ci ricorda il valore autentico del legame tra le persone – afferma Pierangelo Colavito, presidente dell’Avis regionale –. Donare sangue o plasma è scegliere di fare la differenza nella vita di chi sta affrontando un momento difficile. È un gesto di pace, di attenzione, di umanità. Con questa campagna vogliamo ricordare che la gioia del dono è una gioia che ritorna, che si moltiplica e che rafforza l’intera comunità».

L’invito, insomma, è a non abbassare la guardia: fare scorta in vista dei malanni di stagione che impediranno a molti avisini di donare. Il picco, si diceva, deve ancora arrivare.

Influenza

Intanto, a ottobre e novembre si stima che i vari virus in circolazione (tra i quali c’è quello dell’influenza) abbiano colpito quasi centomila bresciani, 14.500 solo nell’ultima settimana (stando al bollettino regionale che fa il punto sul monitoraggio delle infezioni respiratorie acute). Il tutto mentre la campagna vaccinale prosegue spedita: vi hanno già aderito oltre 252mila bresciani; è quindi già stata superata la quota di somministrazioni dell’intera scorsa stagione invernale.

Per l’Avis, quindi, l’anno si conclude con un messaggio semplice, ma essenziale: «Ognuno può fare la differenza. In un periodo fatto di attese, luci e emozioni condivise, la donazione diventa un modo per restituire valore ai sentimenti più autentici e per ricordare che ogni singola goccia può trasformarsi in speranza».

L’occasione per ribadirlo si presenterà venerdì 19 dicembre in occasione del tradizionale «Natale avisino» che verrà celebrato nella Sala Quaglietti (appena restaurata) della sede provinciale dell’associazione.

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