Disagio giovanile, l’allarme degli specialisti del Cssp di Desenzano

Daniela Affinita
Nella puntata di «Obiettivo Salute» di mercoledì 18 febbraio si è affrontato il tema della salute mentale negli adolescenti: «Il Covid ha amplificato un disagio già in crescita»
Ospiti in studio nella puntata di «Obiettivo Salute» - © www.giornaledibrescia.it
Ospiti in studio nella puntata di «Obiettivo Salute» - © www.giornaledibrescia.it
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La pandemia non ha acceso il disagio giovanile, ma lo ha reso più evidente, più intenso, più urgente. A cinque anni dall’emergenza sanitaria, i numeri e l’esperienza clinica raccontano una realtà che non può più essere ignorata: sempre più adolescenti chiedono aiuto ai servizi di salute mentale. È questo il quadro emerso nella diretta di Obiettivo Salute andata in onda ieri sera, dedicata al tema del disagio giovanile. A fotografare la situazione sono gli specialisti del Cssp di Desenzano, intervistati da Alessia Tagliabue, inviata di Obiettivo salute.

Le parole degli specialisti

«Il Covid ha interrotto i normali processi evolutivi dell’adolescenza – spiega il dottor Mauro Italia, psichiatra – limitando autonomie, libertà personali e occasioni di socializzazione. Questo ha amplificato condizioni di sofferenza che in molti casi erano già presenti». I dati ministeriali confermano il trend: tra il 2015 e il 2019, prima della pandemia, gli accessi ai servizi per la salute mentale erano già aumentati del 6%. Una crescita progressiva che non si è arrestata e che nel 2023 ha superato le 850mila persone seguite in Italia. «Circa tre quarti dei disturbi psichici – prosegue Italia – esordiscono in età adolescenziale. Questo ci fa capire quanto l’età evolutiva sia una fase particolarmente delicata».

Nella pratica clinica si osserva un aumento degli accessi, dei ricoveri e delle prestazioni in emergenza, anche nei reparti di psichiatria dell’adulto, dove arrivano giovani intercettati tardivamente. «È fondamentale intervenire in modo tempestivo – sottolinea – per evitare che il disagio si cronicizzi in età adulta». Sulla stessa linea la dottoressa Lucia Tagliavento, neuropsichiatra infantile del Cssp, che evidenzia l’importanza di un approccio multidisciplinare: «Le problematiche che ragazzi e famiglie portano in ambulatorio sono complesse e multifattoriali. Per questo è imprescindibile intervenire precocemente, in modo tempestivo ed efficace, integrando farmacoterapia e psicoterapia, entrambe ampiamente supportate dalle evidenze scientifiche». Non solo cure, ma anche attenzione ai contesti di vita: scuola, famiglia, relazioni. «È fondamentale lavorare sull’ambiente in cui il ragazzo vive – aggiunge Tagliavento – affinché possa sostenere il cambiamento e ridurre il rischio di cronicizzazione».

Il Cssp di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it
Il Cssp di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it

L’obiettivo

Negli ultimi 15 anni l’incremento degli accessi ai servizi ha reso necessario potenziare l’attività ordinaria con progetti specifici dedicati a bisogni mirati, dalla neuropsichiatria infantile alla psichiatria dell’adulto, con percorsi dedicati ai disturbi dello spettro autistico e ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

«La collaborazione tra professionisti con competenze diverse – conclude Tagliavento – ha permesso di integrare saperi e strategie, costruendo un approccio oggi riconosciuto come buona pratica clinica e parte integrante del nostro lavoro quotidiano». L’obiettivo resta uno: intercettare il disagio il prima possibile, sostenere i giovani e le loro famiglie e trasformare la fragilità in un’occasione di cura e crescita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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