A Brescia ci sono 460mila malati cronici: l’85% della spesa sanitaria

I più soffrono di ipertensione arteriosa e malattie del sistema cardiovascolare, poi ci sono i diabetici, coloro che hanno patologie della tiroide, respiratorie, dell’apparato digerente. Sono le 467.797 persone di casa nel territorio di Ats Brescia (la nostra provincia, Valcamonica esclusa) che sono affette da almeno una patologia cronica.
Numeri raddoppiati
Rispetto al 2003, quando erano 263.936, sono quasi il doppio. Rappresentano il 38,6% degli assistiti totali (1.210.946) fotografati nel report 2022 pubblicato quest’anno e assorbono l’85,7% della spesa sanitaria, che supera 1,6 miliardi di euro. In soldoni si tratta di 1,4 miliardi.
SSull’importante presenza dei cronici, legata anche all’invecchiamento della popolazione, la Sanità si sta interrogando da anni. E, facendo riferimento al famoso Dm 77/2022, guarda al futuro costruendo – non senza difficoltà – risposte sul territorio in termini di prevenzione (anche grazie all’auspicata medicina d’iniziativa che va verso i pazienti prima dell’insorgenza dell’evento acuto), miglioramento del processo di presa in carico, telemedicina e altri servizi a domicilio.
Cura di prossimità
In questo contesto stanno prendendo forma le Case di comunità, che erogano servizi sanitari, sociosanitari e sociali, gli Ospedali di comunità intesi come realtà ponte tra l’ospedale e il domicilio (per i pazienti dimessi che non possono ancora tornare a casa) e le Centrali operative territoriali (Cot) con funzione di raccordo tra i vari servizi e professionisti.
Fondamentali – in questo sistema che dovrebbe sgravare gli ospedali dalle situazioni non acute – restano i medici e i pediatri di famiglia e la continuità assistenziale.
Le patologie
A spingere a una riflessione sulla necessità di una svolta – recepita a livello regionale nel Piano sociosanitario varato la scorsa estate – sono i dati. E le situazioni che negli ultimi anni si sono create. Come quella delle lunghe liste d’attesa.
A livello regionale, come indicato nello stesso Piano, i cittadini con almeno una condizione cronica sono tre milioni e 127mila. E assorbono l’80% della spesa sanitaria. Nel Bresciano, si diceva, sono 467.797 (il dato è aggiornato al 2022). Tra questi hanno solo uno dei 16 gruppi di patologie croniche considerate 213.221 persone, ad averne due sono poco più di centomila, ne hanno 7 o più 4.422.
I costi
Stando al report di Ats Brescia nel 2022 la spesa per i cronici è stata di 1.437.827.707 euro. La voce principale è rappresentata dai ricoveri (35,3%), seguita dalla farmaceutica (26,2%), dalla specialistica ambulatoriale (22,3%) e da altri servizi (16,2%).
Diversa è la distribuzione dei consumi dei non cronici: ricoveri (39,9%) e specialistica ambulatoriale (42,7%) rappresentano l’82,6% del totale, la farmaceutica (10,5%) e gli altri servizi (6,9%) risultano infatti meno rilevanti. Il consumo medio pro-capite è stato di 1.385 euro: il report fa notare che la spesa pro-capite per i cronici (3.074 euro) è stata circa 10 volte più elevata di quella dei non cronici (322).
Trend
Rispetto al 2003 (quando erano 263.936 su un totale di 1.048.006 assistiti) sono quasi il doppio.
Il report lo spiega citando due motivazioni: l’invecchiamento della popolazione con conseguente aumento della prevalenza delle malattie e, in particolare per alcune patologie, il processo diagnostico diventato nel tempo più esteso e accurato.
Per le malattie del sistema cardio-vascolare l’aumento è stato del 66%, per il diabete del 62%.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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