In occasione della Lean Day, sono stati presentati oggi i 28 progetti finalisti, selezionati tra i 200 promossi da oltre 90 strutture sanitarie, relativi all’efficientamento delle risorse, alla riduzione degli sprechi, al miglioramento organizzativo dei servizi al paziente e alla sicurezza e ottimizzazione delle procedure per gli operatori sanitari. Il Direttore Generale, Dott. Alessandro Triboldi, espone le potenzialità del metodo Lean: «In Poliambulanza applichiamo il metodo Lean da oltre 7 anni. La revisione dei processi favorisce non solo il confronto tra diverse professionalità, ma stimola la conoscenza e la condivisione fra colleghi. Ne guadagnano la lotta agli sprechi, il clima aziendale e il valore del servizio al paziente».
I due progetti
Il progetto «Simply the BREAST» ha consentito di riorganizzare il percorso diagnostico terapeutico garantendo, non solo gli standard qualitativi più elevati, ma anche il rispetto delle tempistiche ottimali e richieste dalle istituzioni preposte. «Oggi abbiamo più di 5000 pazienti inserite nel percorso, monitorate con il nuovo sistema di gestione. Trattiamo più di 400 nuove pazienti/anno. Abbiamo soddisfatto le richieste delle istituzioni di aumento del numero di screening mammografici, con un aumento pari al 50% delle prestazioni erogate. Garantiamo il rispetto delle classi di priorità degli interventi oncologici», raccontano dalla Fondazione descrivendo il progetto.
Buongiorno Brescia
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Il numero delle pazienti coinvolte e l’articolazione delle cure determinano una peculiarità delle Breast Unit. Il percorso è di per sé estremamente complesso in termini di fasi, passaggi organizzativi e persone coinvolte. La collaborazione tra diversi specialisti consente di introdurre nuove tecniche, quali la colorazione a fresco direttamente in sala operatoria e l’identificazione dell’orientamento del pezzo operatorio, con un aumento degli standard qualitativi del processo diagnostico. L’analisi dei flussi di lavoro ha evidenziato e consentito di affrontare le criticità di processo, relative soprattutto alla refertazione degli esami estemporanei intraoperatori, alla revisione degli esami effettuati all’esterno della struttura e ai carichi di lavoro dell’intera unità.
L'altro progetto, «My Tavi», ha lanciato una sfida importante: quella di uniformare il percorso di cura del paziente valvulopatico. Metodologicamente si è provveduto con una suddivisione del percorso in 4 macro fasi, evidenziando criticità e opportunità di miglioramento per ognuna.
La soluzione è stata sperimentare un approccio multidisciplinare capace di ridurre enormemente i tempi di valutazione pre-operatoria, garantendo un trattamento «sartoriale» per ogni singolo paziente, a prescindere dallo specialista di riferimento che effettua la prima valutazione.



