Storie

Il meteorologo Giuliacci: «Dimentichiamoci le estati miti nel Bresciano»

«Secondo le proiezioni, aumenteranno gli eventi estremi durante l'inverno. Piogge rare in estate»
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Il meteorologo Andrea Giuliacci - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Il meteorologo Andrea Giuliacci - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

Estate a boccheggiare, Natale in giacca leggera. E temere il peggio ad ogni pioggia. Il 2023 climatico potrebbe essere sintetizzato così, a metterci un po’ di poesia. Lo scenario più freddo e crudo lo descrivono invece esperti, meteorologi e scienziati che osservano da vicino le bizze del clima seguendo uno storico decennale e pluridecennale. E in questa anomala fine del 2023 anche i più scettici hanno dovuto ammettere che qualcosa di strano in fondo c’è. Il meteorologo Andrea Giuliacci, volto noto di Mediaset, lo ripete da tempo e lo ribadisce anche alla vigilia del nuovo anno: «Dobbiamo abituarci a queste condizioni».

Ma come si spiegano le temperature miti di questo periodo?

«C’è un’aria di alta pressione che da giorni in maniera anomala occupa stabilmente il Mediterraneo occidentale e tiene lontane sia le perturbazioni dall’Atlantico che le correnti di aria gelida. Nel periodo natalizio ciò accadeva anche 30 o 50 anni fa, è vero, ma l’alta pressione aveva una breve durata e l’aria ben presto si ritirava. Oggi rimane posizionata per davvero tanto tempo e così abbiamo lunghi periodi di alta pressione».

Questo si può quindi definire un Natale caldo?

«In questi giorni si è parlato di caldo, che in realtà è un’altra cosa. Certamente si tratta di temperature sopra la norma e stiamo vivendo una settimana di Natale in cui mancano gli ingredienti tipici».

Ad esempio quali?

«Nel Nord Italia, dove si addensano nebbie e nubi basse, le temperature sono più basse, ma altrove abbiamo registrato anche fino a 10 gradi sopra la norma. Inoltre sono mancate gelate nelle ore notturne, eppure dicembre è un mese caratterizzato da questi fenomeni».

Che anno è stato il 2023?

«A livello planetario è probabile che tra pochi giorni l’anno risulti più caldo di sempre. Anche a livello nazionale potremmo battere il record già battuto lo scorso anno. Di certo sappiamo che l’ultimo decennio è stato il più caldo dal 1880 in poi e anche se quest’anno non abbiamo avuto la stessa siccità del 2022, si è confermata un’altra caratteristica: le piogge arrivano in maniera irregolare e sono concentrate in brevi periodi. La conseguenza è che sono più difficili da gestire e che spesso portano ad eventi estremi».

Il più grande degli interrogativi: cosa dobbiamo aspettarci nel futuro?

«Oggi ci sono proiezioni elaborate da supercomputer secondo le quali sul nord Italia nei prossimi decenni diminuirà la piovosità e aumenteranno gli eventi estremi durante l’inverno. In estate, invece, la tendenza sembra essere quella dell’assenza dei fenomeni estremi a causa di piogge molto rare».

Anche a Brescia l’ultimo biennio è stato il più caldo di sempre, quale sarà lo scenario?

«Nel Bresciano sappiamo ciò che dobbiamo attenderci: le estati fresche non esisteranno più - e già sono scomparse - e le piogge avranno grande variabilità. Non ne abbiamo la certezza ma questa sembra essere la proiezione. Le anomalie di questi giorni rientrano proprio in questa tendenza».

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