Una cosa ho capito facendo il mio mestiere: che non tutto quel che si scrive e legge è vero o si realizzerà, ma un bel po' di roba sì. E nel tempo ho avuto modo anche di selezionare, diciamo così, analisti o grandi gruppi di valutazione «strategica», ovvero quelle aziende che per mestiere prevedono, immaginano, consigliano, dicono, in una parola, di come potrà essere il mondo domani, individuano tendenze, disegnano megatrends, danno segnali che andrebbero seguiti, almeno orecchiati.
Una quindicina d'anni fa, forse una dozzina, chi parlava e scriveva di stampa 3D era considerato un eccentrico, un visionario un po' fancazzista che chissà come trovava spazio su qualche giornale o tv. Una decina d'anni fa, stessa sorte poteva capitare a chi accennava al tema della sicurezza informatica, la cybersecurity, liquidando il tutto come una invenzione di qualche società alla caccia di nicchie di mercato. E mi fermo qui: intendo solo ribadire che qualche volta a riflettere sulle cose ci si azzecca, magari son fuochi di paglia ma è sempre possibile che dietro il fumo ci sia il classico arrosto.



