Cucina

Jacopo Di Novo porta Parigi a Manerba nella storica pasticceria di famiglia

Il 26enne è tornato in Italia per dare una svolta «francese» all’attività, sfornando dolci per tutti i gusti
I dolci della pasticceria Di Novo di Manerba
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I dolci della pasticceria Di Novo di Manerba

Èclair con crema di mango, cioccolato bianco e coulis fresca al lampone, chausson aux pommes al profumo di burro e ovviamente pain au chocolat. Jacopo Di Novo ha portato Parigi a Manerba. L’ha fatto aggiungendo un gusto... francese alla storica pasticceria di papà Carmelo e mamma Raffaella.

Ventiseienne diplomato al Caterina de’ Medici di Gardone Riviera, Jacopo ha iniziato la sua esperienza d’Oltralpe nel 2017 nel prestigioso cinque stelle Four Seasons Hotel George V, nel 2019 ha avuto l’occasione di lavorare a fianco di Maxime Frederic e Michael Bartocetti e nel 2021, da chef patissier, si è occupato dell’apertura del Laïa e ha sfornato delizie al Francette, l’elegante ristorante allestito su una chiatta della Senna sotto la Torre Eiffel. La continua voglia di imparare l’ha poi portato in Normandia, dove ha frequentato con successo (ha ottenuto il diploma di miglior allievo) una delle più rinomate scuole di boulangerie e patisserie (Inbp), e a Nantes per uno stage con lo chef Frédéric Kerberenes.

Chiusa per cinque mesi

Nel frattempo quest’anno a Manerba la pasticceria «Di Novo» aperta dai genitori nel 2013 (prima, dal ’93, erano a Salò) e incoronata nel 2020 miglior pasticceria del lago di Garda da Cake Star ha chiuso per cinque mesi. «Si sono concessi un po’ di meritato riposo e hanno avuto difficoltà a trovare personale - racconta Jacopo -. Così sono tornato per aiutarli a ripartire» in chiave (anche) francese.

Da qualche settimana, infatti, a fianco delle classiche leccornie firmate da papà Carmelo, originario della Sicilia (cannolo, torta di rose, veneziana, babà in vasocottura, torta Cake Star, panettoni...), si possono provare viennoiserie di ogni tipo. Con burro francese e farina italiana, fedele all’impasto del croissant «friabile, regolare e burroso nella sfogliatura», il giovane pasticciere sforna pain aux raisins con crema e uvetta, cravate con crema e gocce di cioccolato, èclair e moltissimo altro.

La clientela, che già in passato era disposta a fare la fila pur di concedersi una colazione con una «bocca di leone» alla ricotta e cioccolato proposta da papà Carmelo, «sta apprezzando tantissimo - racconta Jacopo -. Mi piacerebbe anche dedicare un angolo del locale al pane biologico d’Oltralpe: torta di segale, pane al piccolo farro e l’originale baguette». L’intenzione del giovane è quindi quella di restare, almeno per un po’. «In futuro non escludo di tornare all’estero per imparare altro». La boulangerie e la patisserie francese sono la sua passione: «L’impasto è vita», commenta con gli occhi che brillano.

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