Continua a scendere la natalità in provincia di Brescia e non solo. Tra il 2019 e il 2025 i nati in provincia si riducono di 1.222, pari al -13%. Nel 2025 sono nati 8.139 bambini, il dato più basso di sempre, con un trend di riduzione costante, anno dopo anno, dai 9.361 del 2019, scesi a 9.050 l’anno dopo, 8.818 nel 2021, 8.701 nel 2022, 8.624 nel 2023, 8.314 l’anno seguente e, infine, 8.139 nel 2025.
E così, riducendosi il numero delle nascite anno dopo anno, siamo arrivati ad una media provinciale di 6,4 nati nell’anno per ogni mille abitanti, a fronte dei 7,5 del 2019; un valore distante anni luce dagli oltre 17 del 1957.
Il confronto
Se Brescia piange non va meglio in Regione, dove il quoziente di natalità, nel 2025, è di 6,3 nati per 1.000 abitanti, lontano dai 7,3 del 2019 e dai 10,1 del periodo che va dal 2006 al 2010. Tra il 2019 e il 2025 i nati in Lombardia sono diminuiti di quasi 10mila l’anno, dai 73.117 del 2019 ai 63.162 del 2025, con una riduzione tra gli estremi del periodo del -13,6%. Ancora più basso il tasso di natalità nella media italiana, sceso fino a 6 nati per 1.000 residenti nel 2025, a fronte dei 7 del 2019 e dei 9 segnati tra il 2006 e il 2010. Tradotto in numeri reali i 355.435 nati nel Belpaese nel 2025 sono assai meno dei 420.084 del 2019; quasi 65 mila in meno, pari al -15,4% nel periodo. Giova ricordare che nel 2006, in Italia, sono nati 560.010 bambini, e proprio quell’anno è l’ultimo nel quale il numero dei nati supera quello dei morti, 557.892 persone.
A Brescia
Brescia, tutto sommato, ha valori in linea, ma leggermente migliori, rispetto al contesto regionale nazionale. Giova considerare che, nell’ultimo anno, degli 8.139 bambini nati in provincia, ben 1.722 sono figli di genitori stranieri, ossia oltre il 21% del totale, con una incidenza decisamente più elevata a quella della popolazione straniera sul totale provinciale, che si ferma al 12,5%. Va detto che, nel tempo, anche in ragione delle quasi 120 mila acquisizioni di cittadinanza tra il 2001 e il 2025, la quota di figli di stranieri sul totale delle nascite si è abbassata, poiché nel 2019 era nell’ordine del 25%, ossia un nato straniero per ogni quattro nati in provincia di Brescia.
Il dato delle nascite, rapportato alla popolazione residente, conosce declinazioni assai differenziate nei comuni bresciani. Per una valutazione più accorta abbiamo provato a considerare i nati, comune per comune, negli anni tra il 2019 e il 2025. In questo modo l’indice di natalità che ne deriva è sicuramente più rappresentativo ma, ovviamente, non è più su base annuale, valore a cui può, comunque, essere ricondotto con una semplice divisione.

In provincia
La maggior parte delle nascite, nel settennio in esame, si registra, ovviamente, nei comuni maggiori, con Brescia in primo piano con 9.725 nati, che precede, con oltre mille nascituri, Montichiari (1.416 nati), Desenzano del Garda (1.219), Rovato (1.202), Palazzolo sull'Oglio (1.022) Ghedi e Chiari, entrambi con 1.015 nati. Va da sé che sono tutti piccolissimi centri quelli che, tra il 2019 e il 2025, contano meno di 10 nati: Magasa con solo 2, Paisco Loveno (4), Irma e Valvestino (6) e Lozio, con 9 nascite in 7 anni.
Ma, ovviamente, il dato più significativo è quello dell’incidenza dei nati per ogni mille abitanti, che nel dato medio provinciale, per il periodo 2019-2025, è nell’ordine dei 6,9 nati, con un ventaglio di valori che va dagli 11,1 nata per 1.000 abitanti di Castrezzato ai 2,3 di Magasa.
Oltre i 10 nati per ogni mille abitanti si trovano, oltre a Castrezzato, San Gervasio Bresciano (10,6 x 1.000 ab), Castelcovati (10,4), Roccafranca (10,2). Non può sfuggire come questi comuni siano tra loro limitrofi, nella Pianura Occidentale, e siano gli stessi in cui la quota di bambini nati da famiglie di stranieri è più elevata. Non occorreva tanta statistica per dire che dove maggiore è la presenza di migranti maggiore è la natalità.
Oltre i 9 nati per ogni mille abitanti si trovano a Brione (9,7) e in altri due centri della pianura occidentale: Rovato (9,1 x1.000 ab) e Mairano (9). Più composita territorialmente la pattuglia dei centri che superano la soglia degli 8 nati per 1.000 abitanti, con Sabbio Chiese e Odolo (8,9),Comezzano Cizzago (8,7),Trenzano (8,6), Vobarno (8,5), ma anche Pian Camuno, Rudiano, Prevalle, Azzano Mella e Paratico, con 8 nati per ogni 1.000 residenti.
Brescia città, con 7,1 nati per ogni 1.000 residenti si colloca nel gruppo di un’ottantina di centri che supera il quoziente di natalità medio provinciale (6,9), calcolato nel complesso del settennio 2019-2025. Per altro verso sotto la soglia dei 5 nati per ogni mille abitanti si trovano oltre una ventina dei 205 comuni bresciani. Nell’elenco dei centri con minore natalità si alternano molti comuni delle Valle Camonica, qualche centro della Valle Sabbia, e alcuni comuni rivieraschi dell’Alto Garda. Ma, se si esclude Collebeato (4,8 nati x 1.000 ab) e Longhena (3,2 x 1.000), tutti i centri con meno di cinque nati per ogni mille abitanti, nel periodo in esame, sono piccoli comuni montani, con una concentrazione nella Valle Camonica. Tra questi, con meno di quattro nascite per ogni mille abitanti, si trovano Monte Isola, Treviso Bresciano, Zone, Cevo, Berzo Demo, Longhena, Saviore dell’Adamello, Paisco Loveno e Magasa.
Migranti
Nel 2025 dei 1.303 bambini nati a Brescia, il 16% del totale provinciale, ben 347 oltre un quarto del totale (26,6%) sono figli di cittadini stranieri e la stessa condizione, nonostante il calo delle nascite di figli dei migranti, si evidenzia nella cinquantina di centri nei quali i figli di cittadini stranieri sono, comunque, oltre un quarto del totale. Tra questi, in una decina di casi, i figli dei migranti sono oltre il 40% del totale dei nati, con un picco a Berlingo, con 10 nati stranieri su un totale di 14 nascite, il 71%.
I figli dei migranti sfiorano la metà del totale a Urago d’Oglio (13 su 28), Pavone del Mella (8 su 18) e sono oltre il 40% anche a Gardone Riviera, Gardone Val Trompia (34 su 83), Pralboino, Capo di Ponte, Odolo e Seniga. Il bilancio demografico è sostanzialmente negativo per tutta la montagna interna, con poche eccezioni al di sotto del dato medio provinciale, mentre valori decisamente superiori del quoziente di natalità si registrano in numerosi centri della Pianura e della parte Occidentale in particolare.
Un prospettiva che, come osservato, lega, almeno in parte, la dinamica della natalità alla densità della presenza dei migranti. Un aspetto che deve sollecitare qualche riflessione sui rischi di tenuta non solo demografica ma anche, in prospettiva, economica e sociale delle nostre comunità con sempre meno culle.




