Migliora l’aria: in 140 comuni calate le polveri sottili. Male la Bassa

In riduzione le giornate che superano i limiti di legge, con la città che le dimezza. Significative differenze a seconda delle zone
Elio Montanari
Migliora l'aria ma c'è ancora molto da fare
Migliora l'aria ma c'è ancora molto da fare

Migliora nella gran parte dei comuni bresciani la qualità dell’aria, considerando le polveri sottili, il Pm10, nel 2025. In ben 140 comuni il valore medio giornaliero si è abbassato rispetto al 2024 ed è certamente un dato positivo, con 4 centri che confermano il valore dell’anno precedente e 61 comuni che registrano un peggioramento che, tuttavia, è sempre nell’ordine delle frazioni di punto, con un solo centro che vede aumentare di un punto l’indice che misura la presenza delle polveri sottili. Parliamo del Pm10, un acronimo che significa Particulate Matter 10 µm, ovvero materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri.

Pm10

Il particolato è pericoloso perché si insidia nell’organismo umano, a livello del sistema respiratorio, aumentando l’incidenza dei tumori, specie quelli polmonari. Per questo inquinante la normativa vigente, fissa un limite giornaliero di 50 µg/m³ (microgrammi/metro cubo) ma, oltre questo, stabilisce che tale valore non può essere superato per più di 35 giornate nell’anno, così come fissa a 40 µg/m³, il livello medio tollerato nell’anno.

Una centralina dell'Arpa
Una centralina dell'Arpa

Un inquinante che Arpa Lombardia tiene monitorato quotidianamente con le centraline e, in assenza di rilevazioni dirette, grazie ad un modello matematico che esprime la media giornaliera delle polveri sottili in tutti i comuni.

Il lavoro di Arpa

L’analisi dei di Arpa Lombardia, che ci permette di ricavare un dato medio giornaliero per ogni comune bresciano, per tutti i 365 giorni del 2025, evidenzia una generalizzata riduzione del valore medio delle polveri sottili. Con un ulteriore dato significativo, che registra riduzioni del dato medio giornaliero delle Pm10 in gran parte dei comuni, in particolare della pianura, nei quali la concentrazioni di questo inquinante è mediamente più elevata.

Una fotografia, quella della provincia di Brescia, che corrisponde all’andamento regionale dove, nel 2025, si conferma il rispetto generalizzato del valore limite sulla media annuale per il Pm10 e una riduzione del numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero per la maggioranza delle stazioni di monitoraggio (circa il 90%) rispetto al 2024. In particolare, a Brescia, si registrano la metà dei superamenti dello scorso anno.

Nei comuni

Tra il 2024 e il 2025, scarti significativi, superiori ai 2 punti dell’indice medio annuale, si registrano in una cinquantina di comuni, con diminuzioni maggiori a Borgosatollo e San Zeno Naviglio (-2,7 punti), Montichiari, Montirone, Castenedolo, Carpenedolo, Calcinato e Flero (-2,6), Ghedi, Calvisano, Lonato del Garda, Poncarale, Visano e Acquafredda, con un indice di presenza di Pm10 che si riduce di 2,5 punti. Tra i tanti centri che, nel 2025, vedono ridursi le polveri sottili, anche Desenzano del Garda (-2,4) e Brescia, con una riduzione di 2,3 punti.

Un fenomeno che interessa la fascia centrale della provincia e parte della pianura bresciana, aree dove i valori delle Pm10 sono – e restano comunque – elevati in larga parte della pianura bresciana.

Il confronto

Un ulteriore dato positivo è che nessun comune bresciano, nel 2025, supera il livello medio annuo di 40 µg/m³ anche se, nel complesso, sono una ventina i centri, tutti della pianura, che nella media giornaliera nell’anno superano i 30 µg/m³. Tra questi, nel 2025, i valori medi annui più elevati si registrano a Villachiara (31,8 µg/m³), Borgo San Giacomo (31,7), Quinzano d'Oglio (31,6), Verolanuova, Manerbio, San Paolo e Bassano Bresciano (31,2), Verolavecchia (31,1), Orzinuovi e San Gervasio Bresciano con 31 µg/m³.

Per altro verso una sessantina di comuni, tutti della montagna interna, stanno sotto la soglia dei 10 µg/m³, con i valori più bassi di polveri sottili a Ponte di Legno (2,7 µg/m³), Saviore dell’Adamello (3), Temù (3,2), Vione Corteno Golgi e Vezza d’Oglio (3,5), Paisco Loveno (3,7), Bagolino (4,1), Collio (4,4), Sonico (4,5), Monno (4,6), Cimbergo (4,7), con Cevo Bienno e Edolo (4,8), Breno (4,9) e Braone con solo 5,1 µg/m³.

Le «due» province

La presenza delle polveri sottili, nonostante la riduzione registrata nel 2025, taglia nettamente in due la provincia di Brescia, con valori modestissimi in tutta la montagna interna, valori intermedi nella fascia pedemontana a fronte di dati decisamente superiori nella pianura. Brescia, come ampia parte della fascia pedemontana, si colloca nel mezzo, con la media delle medie giornaliere che si ferma a 26,7 µg/m³, in riduzione di 2,3 punti, dai 29,0 del 2024. In sintesi: bene le valli bresciane, così così la fascia pedemontana e, nonostante il calo generalizzato, male la pianura. Ed è così da tempo.

Sul fronte inquinamento una provincia tagliata in due
Sul fronte inquinamento una provincia tagliata in due

Oltre all’abbassamento dell’indice medio della presenza delle polveri sottili, nel 2025, si riducono le giornate nere, ossia gli sforamenti della soglia massima giornaliera, fissata in 50 µg/m³, che non possono superare le 35 giornate. Il Comune capoluogo rientra nei parametri, e non è poco cosa, considerando le 50 giornate del 2024 e ancor più i dati del passato poiché, giova ricordare che nel 2006, a Brescia, i giorni di superamento della soglia furono ben 146.

Cauto ottimismo

Va tutto bene? No, non va tutto bene. Ma, se guardiamo ai dati scientifici c’è un certo miglioramento anche se, stando al modello matematico di Arpa Lombardia, scendendo in pianura Montichiari è sul filo, con 35 sforamenti nell’anno, ma Ghedi e Rezzato, contano 40 giornate e altri centri importanti che vanno oltre questa soglia: Verolanuova (50), Manerbio (48), Orzinuovi (48), Mazzano (47) e Leno (43) e Bagnolo Mella, con 42 sforamenti nell’anno.

Se il 2025 si conferma l’anno migliore per la qualità dell’aria, anche nel bresciano, di strada da fare per migliorare la qualità dell’aria rimane molta e, in particolare, nella grande pianura bresciana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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